domenica 29 novembre 2009

Celtic - St Mirren 3-1

Ok la vittoria, ma siamo una squadra ancora in convalescenza e c'è poco da dire.

Ah sì, i rangers fanno cagare ed è da vergognarsi a non essergli davanti.

Preferisco parlare di alcune riflessioni che ho in mente da qualche giorno, riaffiorate durante una bella chiaccherata col Jimmy Glesga, cervello pensante in mezzo a torture cerebrali arrivate dalla Guinea Francese.

Secondo me Mowbray deve prendere ad esempio la mentalità di Leonardo de Araujo de la madonna incrusada.

Il buon Leo voleva una squadra in un certo modo, ma per diverse cause (che non vado a sviscerare, questo è un blog sul Celtic) si è trovato con una squadra inadatta al suo gioco.

Cosa ha fatto lui per migliorare le cose?

Semplice, ha accettato la squadra ed i suoi limiti ed ha deciso di sfruttarne al meglio le potenzialità, correndo i rischi del caso.

Fino ad ora la sua scelta è stata premiata dai risultati, poi chissà ma ciò che conta è lo spirito con cui il brasiliano si è messo in discussione e l'umiltà delle sue scelte.

La differenza è qui, Mowbray ha paura e questa paura lo fa arretrare nei suoi ideali, coi risultati che si sono visti.

Altra considerazione che mi frullava per la testa riguardava l'assenza del club nelle problematiche della squadra e la mancanza di un progetto su cui costruire un futuro migliore.

Comprare giovani sconosciuti dalla minors non porterà ad un cazzo, con buona pace di chi vorrebbe rivedere il Celtic ad alti livelli.

La verità è che la sentenza Bosman ha condannato le nazioni meno ricche ad essere ghettizzate restando ai margini dell'Europa che conta (cosa acuita dei diritti tv e dalla nascita della Champions Leauge a scapito della cara, vecchia, Coppa dei Campioni).

Chi ha la mia età o qualche anno in più non può non ricordare lo Steaua Bucarest, il Malines, l'Anderlecht, il Legia Varsavia, il Grasshopper, la Stella Rossa ed il Partizan, ovvero squadre che prima della famigerata sentenza rappresentavano una minaccia magari non costante ma comunque da non sottovalutare per le sqaudre più blasonate, figli di una scuola calcistica che poteva aiutarli come metterli in crisi.

I tempi sono cambiati, il livello del calcio si è forse alzato, lo spettacolo magari è dimimuito ma di spazio per il romanticismo non ce n'è davvero più.

domenica 22 novembre 2009

Arabs - Celtic 2-1

Avessi scritto questo articolo a 10 minuti dalla fine del match i toni e le considerazioni sarebbero state ben diverse.

Invece mi trovo nuovamente a sottolineare vecchi vizi e nuove paure, in un incubo che pare ricominciare ogni maledetto weekend.

Per 80 minuti ho visto una sqaudra desiderosa di ritrovare la via smarrita, di tornare ai fasti di inizio stagione, di voltare pagina.

Nulla di miracoloso, sia ben chiaro, si capiva che si era nel bel mezzo di una convalescenza, ma i segnali erano positivi.

La gara scorre via equilibrata, con il Celtic bravo a creare qualcosa in più ma troppo sprecone.

A tal proposito credo che Fortunè sia stato il simbolo dei primi 80 minuti di gara: bravissimo a costruire, mediocre nel concludere.

Nessuno può rimproverare molto al francese, visto che solo un imbecille penserebbe che lui sia il classico cannoniere, al gol devono pensarci gli altri, anche se a volte fa venire davvero il nervoso vederlo incapace di concretizzare.

Ad ogni modo un rigore del prezioso Robson pareva indirizzare la gara verso i biancoverdi, con i tifosi ad esultare ignari della catastrofe sportiva che li attendeva.

Dopo il gol, infatti, la squadra ha smesso di giocare palesando una puara di vincere, un'ansia da prestazione che ha rovinato tutto.

La prestazione di Caldwell, fino a quel momento bravissimo, si è tramutata in un disastro.

Gli attaccanti, dopo l'uscita di Spreconè, non hanno combinato nulla.

Abbiamo preso 2 gol da corner, con 2 errori dei giocatori più avvezzi a questo genere di situazione.

Se devo essere sincero non incolpo Mowbray per la dabbenaggine dei 2 centrali di difesa ma gli rimprovero di trasmettere le proprie insicurezze alla squadra.

Credo sia davvero arrivato il tempo di mettere in discussione la posizione di Tony.

Non so se l'esonero sia la soluzione giusta, ma il coach deve mostrare di avere le palle.

Io spero che, in una situazione dentro/fuori, Tony decida di giocarsela seguendo i suoi dogmi calcistici, senza quelle vie di mezzo che ci stanno affossando.

Solo così si capirà se Mowbray è uno da Celtic, anche se la dirigenza non ha mostrato uno straccio di capacità in questa situazione, dando prova nuovamente che in quel di Kerrydale street di progetti proprio non se ne fanno.

mercoledì 11 novembre 2009

ARIA GELIDA DI ANNUNCIO D'INVERNO IN BRUGHIERA E SULLE HIGHLANDS

Pubblico volentieri un intervento a cura del mio amico Gianni Danilo Campanella, conosciuto sul web con l'acronimo Mc Bell (chiunque voglia è il benvenuto su questo blog).

Un titolo programmaticamente poco felice per commentare le prestazioni di questo Celtic edizione 2009/10 targato Tony Mowbray, buona lettura.

Chiamato a Kerrydale Street quest'estate con credenziali tutt'altro che lusinghiere e con i soli "meriti" di aver in passato messo in mostra un gioco piacevole e coraggioso alla guida dell' Hibernian, l'inventore dell'Huddle era da non pochi tifosi stato salutato come il possibile "restauratore" del Celtic Mind dopo la devastazione di quest'ultimo operata da G. Strachan nei quattro anni trascoris alla guida degli hoops.

Invece, a dispetto delle speranze nutrite, ora al glorioso club cattolico di Glasgow,dirigenza e tifosi si trovano davanti una squadra dalle prestazioni sconcertanti per altalena di risultati e, quel che è peggio, in crisi di gioco e identità.

A dire il vero, l'estate si era prennunciata carica di belle promesse per Mogga e i Bhoys: vittoria della Wembley Cup al cospetto di club assai più dotati tecnicamente come Barcellona e Tottenham e impresa esaltante in quel di Mosca con uno 0-2 alla Dynamo che faceva sognare.

Ma...

Una rondine non fà primavera...e due l'estate!

Il prosieguo del cammino del Celtic si è rivelato un autentico reel a passo di gambero: una prestazione piacevole a cui han fatto seguito più o meno regolarmente, due o anche tre altre assai deludenti: una difesa quasi sempre scoperta e molto vulnerabile; rotazioni di giocatori chiave in ruoli non adatti alle loro caratteristiche (il caso di Samaras é emblematico), lettura tecnico tattica delle partite spesso sbagliata (come dimostra ampiamente la sconfitta patita nel primo Old Firm contro gli storici rivali protestanti dei Rangers) e l'ultimo malinconico posto occupato dalla squadra nella classifica del suo girone di Europa League.

Insomma, un quadro tutt'altro che esaltante ed oltretutto cntradditorio, almeno in parte:

nonostante il brutto pareggio di domenica scorsa a Falkirk contro l'ultima in classifica della SPL Il Celtic continua ad essere primo in classifica; e qual'ora i Rangers dovessero vincere il recupero a Dundee sarebbe sotto di un solo punto, quindi perfettamente in linea con le aspettative di inizio campionato. Che dire, dunque? Che Mogga abbia fallito è ancora troppo presto per dirlo: la fase centrale del campionato, quella dove si cristallizzano e consolidano le gerarchie non è ancora arrivata. Inoltre il nostro buon Tony si trova per la prima volta ne la sua carriera di manager a gestire un club così importante e difficile come Il Celtic che per amore dei tifosi e prestigio e fascino ha pochi eguali al mondo.Forse sta pagando lo scotto del salto di qualità e dell'inesperienza unito ad in momento poco felice che la squadra sta attraversando....Tuttavia al di là delle attenuanti bisogna prendere atto che però gli rimane poco tempo a disposizione per imparare. Imparare a fare l'allenatore dei bhoys...avere il coraggio di mettersi in discussione...prendere decisione solide e definitive che diano finalmente alla squadra un orientamento ben preciso in campo e nello spogliatoio( la disarmonia notata da non pochi tifosi domenica non si può più nascondere ). é certo che il livello tecnico della difesa a sua disposizione non lo aiuta; due centrali così malandati come Caldwell e Loovens, francamente....Speriamo che la dirigenza lo aiuti tornando sul mercato a Gennaio con degli acquisti più in linea con lo stile Celtic....ma, lo ripetiamo... A MOGGA NON RIMANE PIù MOLTO TEMPO PER DIMOSTRARSI COACH DEGNO DEI BHOYS: O IMPARA A GESTIRE TECNICAMENTE IL CLUB E LA LETTURA DELLE PARTITE...O PER LUI, E PURTROPPO PER LA SQUADRA E TUTTI NOI DEL GENERE UMANOIDE CHE CI DILETTIAMO DI CELTIC MIND SARà NOTTE FONDA! A cura di Gianni Danilo Campanella, ovvero Mc Bell

domenica 8 novembre 2009

Prestazione lassativa

Facciamo cagare, stop.

Il rientro di Fortunè ha giovato all'attacco, cosa non percepita solo dai fantocci che trattano il Celtic come fosse una squadra simpatia, un Sassuolo un pò più glorioso, un Albinoleffe con lo stadio pieno ma purtroppo non funziona nulla.

La voglia di commentare è poca ma mi faccio forza e scrivo due righe in più.

Mowbray ha perso la testa e continuerà a ruotare i giocatori combinando sempre più casini.

I giocatori stessi non si fidano l'uno dell'altro col risultato che non si gioca di squadra.

I tifosi pretendono la luna, la stampa unna ci marcia sopra e stiamo per finire in un circolo vizioso che non farà che peggiorare le cose.

Dulcis in fundo la dirigenza, sulla quale stendo un velo pietoso alla quale lancio un messaggio:

meglio un giorno da leoni che cento da pecore

sabato 7 novembre 2009

Ricette e to do list

Vedendo le scialbe prestazioni dei Rangers mi rendo conto quanto siano gli stessi Bhoys a tenerne in vita le chance di vittoria in SPL.

Se c'è una cosa nella quale i Rangers sono sempre stati eccellenti quella è proprio la tenuta mentale e la capacità di ricompattarsi nei momenti difficili.

Nonostante ciò il loro score iniziale in campionato parla di 0 sconfitte ma anche 4 pareggi, segno che non sono certo una tritasassi, ma finchè vedranno il Celtic incerto o poco convincente non molleranno la presa.

Quindi bisogna ingranare definitivamente la marcia, non so contro chi giochiamo domani, ma dobbiamo vincere e cominciare a sviluppare uno spirito di squadra convincente ed un gioco sicuro ed offensivo.

Così facendo, i Rangers molleranno presto il colpo, altrimenti prepariamoci ad un lungo digiuno.

p.s.: indovina indovinello, chi al Boro sta facendo un macello?

domenica 1 novembre 2009

Celtic - Kilmarnock 3-0

Bene bene.

Ogni tanto si vede qualcosa di buono.

Ho intenzione di continuare ad aspettare prima di parlare di nuovo dettagliatamente di quello che vedo in campo, ma questa volta lo farò un pò più soddisfatto.

Ritrovata convinzione e buon gioco, ma resta sempre il livello di partenza questo, ma almeno non ci siamo involuti.

Intanto il profeta ginger, quello da rimpiangere, inizia con una sconfitta interna contro il fortissimo Plymouth.

Ci lamentiamo della nostra dirigenza (giustamente), poi però vedo il Boro cacciare via il bravo Southgate, bravo oltretutto a valorizzare l'academy del club, per prendere un allenatore amante dell'usa e getta.

Mistero....