Pubblico volentieri un intervento a cura del mio amico Gianni Danilo Campanella, conosciuto sul web con l'acronimo Mc Bell (chiunque voglia è il benvenuto su questo blog).
Un titolo programmaticamente poco felice per commentare le prestazioni di questo Celtic edizione 2009/10 targato Tony Mowbray, buona lettura.
Chiamato a Kerrydale Street quest'estate con credenziali tutt'altro che lusinghiere e con i soli "meriti" di aver in passato messo in mostra un gioco piacevole e coraggioso alla guida dell' Hibernian, l'inventore dell'Huddle era da non pochi tifosi stato salutato come il possibile "restauratore" del Celtic Mind dopo la devastazione di quest'ultimo operata da G. Strachan nei quattro anni trascoris alla guida degli hoops.
Invece, a dispetto delle speranze nutrite, ora al glorioso club cattolico di Glasgow,dirigenza e tifosi si trovano davanti una squadra dalle prestazioni sconcertanti per altalena di risultati e, quel che è peggio, in crisi di gioco e identità.
A dire il vero, l'estate si era prennunciata carica di belle promesse per Mogga e i Bhoys: vittoria della Wembley Cup al cospetto di club assai più dotati tecnicamente come Barcellona e Tottenham e impresa esaltante in quel di Mosca con uno 0-2 alla Dynamo che faceva sognare.
Ma...
Una rondine non fà primavera...e due l'estate!
Il prosieguo del cammino del Celtic si è rivelato un autentico reel a passo di gambero: una prestazione piacevole a cui han fatto seguito più o meno regolarmente, due o anche tre altre assai deludenti: una difesa quasi sempre scoperta e molto vulnerabile; rotazioni di giocatori chiave in ruoli non adatti alle loro caratteristiche (il caso di Samaras é emblematico), lettura tecnico tattica delle partite spesso sbagliata (come dimostra ampiamente la sconfitta patita nel primo Old Firm contro gli storici rivali protestanti dei Rangers) e l'ultimo malinconico posto occupato dalla squadra nella classifica del suo girone di Europa League.
Insomma, un quadro tutt'altro che esaltante ed oltretutto cntradditorio, almeno in parte:
nonostante il brutto pareggio di domenica scorsa a Falkirk contro l'ultima in classifica della SPL Il Celtic continua ad essere primo in classifica; e qual'ora i Rangers dovessero vincere il recupero a Dundee sarebbe sotto di un solo punto, quindi perfettamente in linea con le aspettative di inizio campionato. Che dire, dunque? Che Mogga abbia fallito è ancora troppo presto per dirlo: la fase centrale del campionato, quella dove si cristallizzano e consolidano le gerarchie non è ancora arrivata. Inoltre il nostro buon Tony si trova per la prima volta ne la sua carriera di manager a gestire un club così importante e difficile come Il Celtic che per amore dei tifosi e prestigio e fascino ha pochi eguali al mondo.Forse sta pagando lo scotto del salto di qualità e dell'inesperienza unito ad in momento poco felice che la squadra sta attraversando....Tuttavia al di là delle attenuanti bisogna prendere atto che però gli rimane poco tempo a disposizione per imparare. Imparare a fare l'allenatore dei bhoys...avere il coraggio di mettersi in discussione...prendere decisione solide e definitive che diano finalmente alla squadra un orientamento ben preciso in campo e nello spogliatoio( la disarmonia notata da non pochi tifosi domenica non si può più nascondere ). é certo che il livello tecnico della difesa a sua disposizione non lo aiuta; due centrali così malandati come Caldwell e Loovens, francamente....Speriamo che la dirigenza lo aiuti tornando sul mercato a Gennaio con degli acquisti più in linea con lo stile Celtic....ma, lo ripetiamo... A MOGGA NON RIMANE PIù MOLTO TEMPO PER DIMOSTRARSI COACH DEGNO DEI BHOYS: O IMPARA A GESTIRE TECNICAMENTE IL CLUB E LA LETTURA DELLE PARTITE...O PER LUI, E PURTROPPO PER LA SQUADRA E TUTTI NOI DEL GENERE UMANOIDE CHE CI DILETTIAMO DI CELTIC MIND SARà NOTTE FONDA! A cura di Gianni Danilo Campanella, ovvero Mc Bell
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Analisi molto puntuale, poco da dire, anche se la figura di Mowbray va molto contestualizzata all'interno di questo specifico momento storico del club.
RispondiEliminaPiù di una volta abbiamo detto di come Strachan fosse molto adatto alla politica di piccolo cabotaggio che il club sta portando avanti da un lustro a questa parte, con GS che ha potuto campare sul lavoro di O'Neill grazie anche alla latitanza dei rivali in questi anni.
Se Strachan è stato mandato via lo si deve alla pressione dei tifosi che mai l'hanno amato e, con la mancanza di risultati, tale pressione si è rivelata insostenibile.
Mowbray si è trovato una squadra da ricostruire da zero o quasi dal punto di vista tattico, dovendo rimpiazzare 2 giocatori che in SPL qualche cosa davano anche se solo a sprazzi.
Qui però si fermano le attenuanti di Tony.
E' partito con il piede giusto ma alle prime difficoltà ha fatto come la tartaruga ed ha nascosto la testa nel guscio, rinnegando i principi che parevano indirizzarci verso un Celtic Old-New Style.
La pressione sta distruggendo Mowbray, disarcionato dalle critiche sulla difesa ha pensato che questi fossero risolvibili con un atteggiamento più remissivo ma non è così.
Questa è una squadra costruita per attaccare e prima lo capirà prima cominceremo a far vedere qualcosa di buono.
Non concordo il discorso su Samaras, il greco si rivelerà un gran talento sprecato, ama troppo giocare con la palla tra i piedi ed è per questo che staziona sempre in zone più libere.
Ma, come detto, é Tony a dover capire certe cose
Caro Fabio....il tuo commento è sempre preciso e acuto.....PER NOI CHE AMIAMO IL CELTIC...LO VORREMMO SEMPRE AL TOP...E BEN POCHE SONO LE COSE CHE IN QUESTO MOMENTO, DELLA NOSTRA SQUADRA CI VANNO BENE...Trovo che Gordon Strachan è campato per un triennio grazie al lavoro del suo predecessore( QUESTO Sì VERO CELT E UOMO, OLTRECHè MANAGER CAPACE )O'Neill; e che il tutto è coinciso con la crisi dei "Mutanderi"...Beh..ti dirò...: della latitanza protestante ne fui a conoscenza da subito: troppo evidente! Quello a cui non avevo mai pensato è il raccolto del rosso di Edimburgo sulla seminagione del nordirlandese....Mmmhh...questa cosa mi dà a pensare..e non poco...Resta il fatto che il three in a row sotto la sua guida è stata un impresa ricca di successi ma anche di lati oscuri...come qualcosa che li appanna...mi riferisco all' ultimo titolo soprattutto, e agli ottavi di finale di Champions League cui arrivammo grazie anche agli ucraini dello Shaktar che buttarono via la qualificazione in casa contro Il Benfica...Ma l'analisi così sarebbe solo all'inizio e andrebbe più approfondita; cosa che il tuo spunto mi induce a fare...Presto posterò il aprto delle mie conclusioni in merito....Hial hail: the Celts are here!
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