Vincere si è vinto, questo è il tipico brodino che ci voleva sperando di poter lavorare con tranquillità e di progredire di settimana in settimana.
Si è visto qualcosa di buono ma la storia è sempre la stessa.
La difesa è in difficoltà, bisogna proteggerla al meglio consci che la cazzata è sempre dietro l'angolo, quindi meglio cercare di segnare in abbondanza.
Il modulo ad una punta è bocciato in quanto servono automatismi molto delicati per farlo rendere al meglio, non siamo ancora pronti.
Non dico altro, mi pronuncerò quando si capirà qual'è la linea guida.
domenica 25 ottobre 2009
sabato 24 ottobre 2009
Niente scherzi
Per fortuna si gioca nuovamente, in modo da iniziare la risalità al vertice della SPL e quantomeno per concludere dignitosamente l'esperienza europea che, come lo scorso anno, è stata avara di soddisfazioni.
L'occasione è ghiotta, visto che l'Hamilton non pare essere in grado di farci male, ma questo Celtic ultimamente fatica a segnare e non brilla di sicuro per il gioco espresso.
Oggi i Rangers hanno nuovamente mostrato la loro pochezza pareggiando a fatica contro un Hibernian sempre più pericoloso e che, a questo punto, merita di essere annoverato tra le pretendenti al titolo.
Hanno giocato alla pari con gli unni, meritando una vittoria sfuggita solo a causa di un pò di imprecisione e sfortuna in zona gol.
Ma torniamo a noi.
Possiamo tornare al comando e questo sarebbe un toccasana per il morale.
Sono curioso di vedere come Mowbray approccerà la partita, la speranza è che si veda qualcosa di più anche dal punto di vista della mentalità.
Ma nel frattempo....niente scherzi
L'occasione è ghiotta, visto che l'Hamilton non pare essere in grado di farci male, ma questo Celtic ultimamente fatica a segnare e non brilla di sicuro per il gioco espresso.
Oggi i Rangers hanno nuovamente mostrato la loro pochezza pareggiando a fatica contro un Hibernian sempre più pericoloso e che, a questo punto, merita di essere annoverato tra le pretendenti al titolo.
Hanno giocato alla pari con gli unni, meritando una vittoria sfuggita solo a causa di un pò di imprecisione e sfortuna in zona gol.
Ma torniamo a noi.
Possiamo tornare al comando e questo sarebbe un toccasana per il morale.
Sono curioso di vedere come Mowbray approccerà la partita, la speranza è che si veda qualcosa di più anche dal punto di vista della mentalità.
Ma nel frattempo....niente scherzi
giovedì 22 ottobre 2009
Molto deluso
Poco altro da dire.
Hai voglia a parlare di rimedi, di posizioni in campo, di tattiche, di cattiveria.
Lo ribadisco: Mowbray, se non ti senti all'altezza del Celtic, dimettiti (ed ho la sensazione che se non cambiano le cose in fretta Tony toglierà il disturbo di sua spontanea volontà).
Considerazioni sparse:
- McGeady deve giocare al centro per evolversi, ha tempismo nell'inserimento e così facendo non si incaponisce nel dribbling;
- NGuemo pressa discretamente ma per il resto è un handicap;
- Ok, il centrocampo non li aiuta, ma McManus e Caldwell sono ridicoli, ma niente paura c'è Loovens;
- McDonald che cazzo ha?
- Samaras è così innamorato della palla che fa il mediano pur di giocarla;
- Maloney che cazzo ha?
Tanta tristezza.
Meglio andare a letto va...
Hai voglia a parlare di rimedi, di posizioni in campo, di tattiche, di cattiveria.
Lo ribadisco: Mowbray, se non ti senti all'altezza del Celtic, dimettiti (ed ho la sensazione che se non cambiano le cose in fretta Tony toglierà il disturbo di sua spontanea volontà).
Considerazioni sparse:
- McGeady deve giocare al centro per evolversi, ha tempismo nell'inserimento e così facendo non si incaponisce nel dribbling;
- NGuemo pressa discretamente ma per il resto è un handicap;
- Ok, il centrocampo non li aiuta, ma McManus e Caldwell sono ridicoli, ma niente paura c'è Loovens;
- McDonald che cazzo ha?
- Samaras è così innamorato della palla che fa il mediano pur di giocarla;
- Maloney che cazzo ha?
Tanta tristezza.
Meglio andare a letto va...
lunedì 19 ottobre 2009
Certi di essere incerti
Alla fine è arrivata la crisetta, con qualche settimana di ritardo direi.
Le avvisaglie si erano già avute un mesetto fa a causa di prestazioni ben al di sotto della soglia accettabile per un club come il Celtic, anche se di riffa o di raffa i risultati arrivavano e si vedeva uno straccio di gioco che faceva quantomeno ben sperare per il futuro.
Invece il gioco della squadra si è addirittura involuto e, mi duole dirlo, coach Mowbray ha precise responsabilità in tutto questo.
Premetto subito che il mio cervello e la mia onestà intellettuale (condita da buona dose di coerenza) non mi permettono di rimpiangere Strachan, allenatore fortunato e poco più, che ha si vinto, ma 3 anni di vittorie e codardia non arrichiscono, anzi inficiano la storia ultracentenaria del club.
Ma il predecessore di Mowbray non cambia il mio giudizio sul tony, partito in maniera promettente ma involutosi in modo sensibile e preoccupante.
Ad inizio stagione, la squadra a mio modo di vedere si caratterizzava per:
- pressing di buon livello, anche se non eccelso;
- sovrapposizioni continue da parte dei terzini;
- possibilità per Maloney e McGeady di scatenare tutte le loro abilità tecniche, con quest'ultimo dedito all'inserimento centrale rendendosi più prolifico;
- attaccanti manovrieri e ben assortiti, anche se non ancora del tutto entrati in forma;
- centrocampisti centrali poco adatti a giocare insieme ma comunque positivi;
- difesa decisamente da registrare, con specifiche responsabilità dei mediani;
Cose buone e meno buone quindi ma che, come detto, facevano ben sperare per il prosieguo di stagione.
Al momento invece ciò che ci caratterizza è:
- difesa catastrofica;
- centrocampo che costruisce poco e non fa filtro;
- ali che si incaponiscono nel dribbling;
- gioco di squadra affidato ai lanci dei centrali di difesa;
- attacco sterile.
Come si può ben notare, tutte le negatività di inizio stagione non sono state risolte, anzi si sono acuite e sinceramente fatico a capire cosa possa essere successo ad una squadra che pareva essersi ritrovata.
L'assenza di Fortunè (importante in ottica gioco di squadra) ed una condizione fisica non eccelsa non riescono a spiegare questo mezzo disastro.
Neppure la partenza di Donati può spiegarlo, Crosas è molto più forte di lui ma non viene mai schierato.
Io provo a buttarla lì, secondo me Mowbray si sta facendo schiacciare dalle pressioni dell'ambiente e dei media.
La squadra è stata costruita per un certo tipo di gioco, offensivo al punto di rischiare molto in fase difensiva.
Tony non deve avere paura, se finisce nell'occhio del ciclone deve giocarsi le sue carte seguendo il suo credo calcistico, senza provare a cambiare chissà cosa.
Non parlo tanto di modulo (giocare con una punta più Maloney e McGeady, con i terzini che salgono spesso, non è certo da catenacciari) quanto la mentalità di gioco, oliando i meccanismi ed apportando gli accorgimenti necessari di volta in volta.
I giocatori che abbiamo in rosa non ci permettono di essere più di tanto camaleontici, quindi sarà meglio pensare a noi quanto prima più che agli avversari.
Qualora Tony non si sentisse all'altezza del compito, ce lo faccia sapere quanto prima.
Le avvisaglie si erano già avute un mesetto fa a causa di prestazioni ben al di sotto della soglia accettabile per un club come il Celtic, anche se di riffa o di raffa i risultati arrivavano e si vedeva uno straccio di gioco che faceva quantomeno ben sperare per il futuro.
Invece il gioco della squadra si è addirittura involuto e, mi duole dirlo, coach Mowbray ha precise responsabilità in tutto questo.
Premetto subito che il mio cervello e la mia onestà intellettuale (condita da buona dose di coerenza) non mi permettono di rimpiangere Strachan, allenatore fortunato e poco più, che ha si vinto, ma 3 anni di vittorie e codardia non arrichiscono, anzi inficiano la storia ultracentenaria del club.
Ma il predecessore di Mowbray non cambia il mio giudizio sul tony, partito in maniera promettente ma involutosi in modo sensibile e preoccupante.
Ad inizio stagione, la squadra a mio modo di vedere si caratterizzava per:
- pressing di buon livello, anche se non eccelso;
- sovrapposizioni continue da parte dei terzini;
- possibilità per Maloney e McGeady di scatenare tutte le loro abilità tecniche, con quest'ultimo dedito all'inserimento centrale rendendosi più prolifico;
- attaccanti manovrieri e ben assortiti, anche se non ancora del tutto entrati in forma;
- centrocampisti centrali poco adatti a giocare insieme ma comunque positivi;
- difesa decisamente da registrare, con specifiche responsabilità dei mediani;
Cose buone e meno buone quindi ma che, come detto, facevano ben sperare per il prosieguo di stagione.
Al momento invece ciò che ci caratterizza è:
- difesa catastrofica;
- centrocampo che costruisce poco e non fa filtro;
- ali che si incaponiscono nel dribbling;
- gioco di squadra affidato ai lanci dei centrali di difesa;
- attacco sterile.
Come si può ben notare, tutte le negatività di inizio stagione non sono state risolte, anzi si sono acuite e sinceramente fatico a capire cosa possa essere successo ad una squadra che pareva essersi ritrovata.
L'assenza di Fortunè (importante in ottica gioco di squadra) ed una condizione fisica non eccelsa non riescono a spiegare questo mezzo disastro.
Neppure la partenza di Donati può spiegarlo, Crosas è molto più forte di lui ma non viene mai schierato.
Io provo a buttarla lì, secondo me Mowbray si sta facendo schiacciare dalle pressioni dell'ambiente e dei media.
La squadra è stata costruita per un certo tipo di gioco, offensivo al punto di rischiare molto in fase difensiva.
Tony non deve avere paura, se finisce nell'occhio del ciclone deve giocarsi le sue carte seguendo il suo credo calcistico, senza provare a cambiare chissà cosa.
Non parlo tanto di modulo (giocare con una punta più Maloney e McGeady, con i terzini che salgono spesso, non è certo da catenacciari) quanto la mentalità di gioco, oliando i meccanismi ed apportando gli accorgimenti necessari di volta in volta.
I giocatori che abbiamo in rosa non ci permettono di essere più di tanto camaleontici, quindi sarà meglio pensare a noi quanto prima più che agli avversari.
Qualora Tony non si sentisse all'altezza del compito, ce lo faccia sapere quanto prima.
lunedì 12 ottobre 2009
Tra ambizioni, leggerezze e Bagni d'umiltà
Settimana di calma nel mondo biancoverde, SPL ferma e poco altro di rilievo nel calcio giocato.
Oddio, la settimana del sottoscritto tra trasloco e moglie all'ospedale è stata tutt'altro che calma ed ammetto che di tempo per interessarmi al Celtic ne ho avuto poco.
Nonostante ciò ho letto durante la settimana, quasi per caso, la prima pagina del Gazzettino interista (incredibile: non c'era un titolo su Mourinho...credo) ed in un trafiletto si parlava delle grandi rivalità del calcio.
E da quale rivalità era meglio cominciare?
Ovvio.
Tralasciando alcuni errori evitabili ma non marchiani (capienze degli stadi delle due squadre invertiti), l'articolo mi è parso impalpabile, stereotipato e gossipparo oltre che poco preciso.
Evidentemente aver "addestrato" i reporter ad occuparsi in maniera quasi feticista della vita e dei presunti miracoli di Mourinho non è una tattica che paga quando ci si deve occupare di qualcosa di un pò più impegnativo.
Perchè l'Old Firm non può essere trattato in poche parole, come fosse una rivalità da bar, come se non dividesse una città (e non solo) spaccata non solo durante il giorno di una fottuta partita di calcio.
Ma vabbè, non spreco ulteriori parole, presumo che la spaghettata consumata da Mourinho la sera seguente avrà nuovamente riempito le pagine del giornale, facciamola morire così anche noi.
Spendo invece qualche parola in più su quanto detto dall'uomo-castroneria Salvatore Bagni, il quale ha affermato che un talento come McGeady non può giocare in una squadra come il Celtic.
Fermo restando che a volta capita ancora di vedere giocatori vestire continuativamente la stessa casacca per motivi di cuore e che quindi il nostro eroe farebbe bene ad informarsi meglio (anche perchè tutti sanno che il Celtic ha una tradizione importante e che questa non è annoverata solo nella bacheca dei trofei vinti), credo che le sue parole rispecchino quelle di un pò tutti i conoscitori di Aiden e del Celtic.
Tutti noi sappiamo che Aideninho potrebbe ambire a guadagnare più soldi altrove, a giocare partite più prestigiose, a giocare le coppe europee senza fare solo una pallida comparsata per poi guardarsi dalla poltrona di casa le partite che contano.
Oggettivamente, qualora McGeady volesse fare una scelta professionale più che sentimentale, questa lo porterebbe lontano da Celtic Park e non mi sentirei di condannarlo per i suddetti motivi.
Per il Celtic l'unica soluzione, forse, potrebbe essere quella di spostarsi in EPL.
Più soldi, maggior competitività, maggior appettibilità sarebbero garantiti e sicuramente il Celtic tornerebbe in auge come nel passato anche a livello europeo.
Purtroppo questo passo porterebbe quasi a rinnegare una storia passata a giocare tra i campi scozzesi, sminuendo il significato delle vittorie passate.
Personalmente credo che una squadra dovrebbe giocare nel campionato della propria nazione di appartenenza, ma ragionando dico anche che:
- la Scozia fa parte dello UK e non ci sarebbe nulla di strano nel vedere una squadra scozzese in EPL;
- i titoli vinti in Scozia sono tutt'ora poco considerati, tant'è che i 2 titoli di metà anni ottanta vinti dall'Aberdeen e dal Dundee Utd vengono considerati più importanti dei 94 vinti dall'Old Firm;
- Celtic e Rangers (che ci seguirebbero in EPL ovviamente) sono tanto limitati quanto limitanti in SPL, forse una scissione farebbe bene a tutti.
Insomma, un bel rebus.
Oddio, la settimana del sottoscritto tra trasloco e moglie all'ospedale è stata tutt'altro che calma ed ammetto che di tempo per interessarmi al Celtic ne ho avuto poco.
Nonostante ciò ho letto durante la settimana, quasi per caso, la prima pagina del Gazzettino interista (incredibile: non c'era un titolo su Mourinho...credo) ed in un trafiletto si parlava delle grandi rivalità del calcio.
E da quale rivalità era meglio cominciare?
Ovvio.
Tralasciando alcuni errori evitabili ma non marchiani (capienze degli stadi delle due squadre invertiti), l'articolo mi è parso impalpabile, stereotipato e gossipparo oltre che poco preciso.
Evidentemente aver "addestrato" i reporter ad occuparsi in maniera quasi feticista della vita e dei presunti miracoli di Mourinho non è una tattica che paga quando ci si deve occupare di qualcosa di un pò più impegnativo.
Perchè l'Old Firm non può essere trattato in poche parole, come fosse una rivalità da bar, come se non dividesse una città (e non solo) spaccata non solo durante il giorno di una fottuta partita di calcio.
Ma vabbè, non spreco ulteriori parole, presumo che la spaghettata consumata da Mourinho la sera seguente avrà nuovamente riempito le pagine del giornale, facciamola morire così anche noi.
Spendo invece qualche parola in più su quanto detto dall'uomo-castroneria Salvatore Bagni, il quale ha affermato che un talento come McGeady non può giocare in una squadra come il Celtic.
Fermo restando che a volta capita ancora di vedere giocatori vestire continuativamente la stessa casacca per motivi di cuore e che quindi il nostro eroe farebbe bene ad informarsi meglio (anche perchè tutti sanno che il Celtic ha una tradizione importante e che questa non è annoverata solo nella bacheca dei trofei vinti), credo che le sue parole rispecchino quelle di un pò tutti i conoscitori di Aiden e del Celtic.
Tutti noi sappiamo che Aideninho potrebbe ambire a guadagnare più soldi altrove, a giocare partite più prestigiose, a giocare le coppe europee senza fare solo una pallida comparsata per poi guardarsi dalla poltrona di casa le partite che contano.
Oggettivamente, qualora McGeady volesse fare una scelta professionale più che sentimentale, questa lo porterebbe lontano da Celtic Park e non mi sentirei di condannarlo per i suddetti motivi.
Per il Celtic l'unica soluzione, forse, potrebbe essere quella di spostarsi in EPL.
Più soldi, maggior competitività, maggior appettibilità sarebbero garantiti e sicuramente il Celtic tornerebbe in auge come nel passato anche a livello europeo.
Purtroppo questo passo porterebbe quasi a rinnegare una storia passata a giocare tra i campi scozzesi, sminuendo il significato delle vittorie passate.
Personalmente credo che una squadra dovrebbe giocare nel campionato della propria nazione di appartenenza, ma ragionando dico anche che:
- la Scozia fa parte dello UK e non ci sarebbe nulla di strano nel vedere una squadra scozzese in EPL;
- i titoli vinti in Scozia sono tutt'ora poco considerati, tant'è che i 2 titoli di metà anni ottanta vinti dall'Aberdeen e dal Dundee Utd vengono considerati più importanti dei 94 vinti dall'Old Firm;
- Celtic e Rangers (che ci seguirebbero in EPL ovviamente) sono tanto limitati quanto limitanti in SPL, forse una scissione farebbe bene a tutti.
Insomma, un bel rebus.
domenica 4 ottobre 2009
Rangers - Celtic 2-1
Sconfitta che brucia, come tutte le sconfitte, in particolare quelle coi Gers.
Ma quello che più mi lascia interdetto è la modalità con la quale è arrivato questo risultato negativo, in una gara condotta dal punto di vista del gioco, con Mowbray che aveva avuto il merito di mettere in campo una formazione ben assortita nonostante i molti dubbi della vigilia.
La penosa situazione difensiva ci ha condannati e purtroppo gli errori sono nei singoli e di soluzioni alternative non ce ne sono, visto che la rosa non contempla giocatori adatti anche ad un cambio di strategia, sopratutto a metà campo, dove Brown e Nguemo proprio non riescono a limitare la dabbenaggine dei nostri centrali di difesa.
Oltretutto ci si è messo un pizzico di sfortuna in determinati episodi, ma la sostanza non cambia.
DIFESA: Boruc colpevolissimo sul primo gol, ma Miller davanti a lui non doveva arrivarci.
Imbarazzante Loovens, inconcepibile McManus, il quale ricorre a mille espedienti per limitare in qualche modo il medicre Lafferty.
Sufficienti Naylor e Wilson, ma i titolari del ruolo sono di ben altra pasta.
CENTROCAMPO: mi trovo nuovamente a ripetere che il problema è concettuale, con i 2 centrali assolutamente incompatibili, sono praticamente uno la copia dell'altro, per quanto Brown sia un gradino superiore a negretto (al quale voglio un gran bene, sia ben chiaro), colpevole di essere troppo arruffone.
Per quanto riguarda le ali e McCourt mi sento di dire che troppo spesso la loro esasperata ricerca del dribbling finisce per atrofizzare la manovra.
Chiudo con delle doverose scuse per il Capitan Cina, non lo credevo adatto ad un Old Firm mente invece è stato splendido, onnipresente e sempre propositivo, aiutando tantissimo la squadra a fare gioco e guadagnandosi un rigore grazie alla sua tigna.
ATTACCO: il nervosissimo McDonald là davanti ha fatto poco, ma le esitazioni dei nostri giocolieri non l'hanno aiutato, mentre invece Samaras ha confermato di essere troppo tenero in certe occasione, cercando anche lui troppo spesso il possesso di palla con la conseguenza di non occupare lo spazio in area di rigore come avrebbe dovuto fare.
Fortunè, torna!
MOWBRAY: la formazione iniziale non era male, paga inesorabilmente il livello infimo dei centrali difesa, ma la squadra non ha giocato male.
Nota di demerito le sostituzioni, stavamo schiacciando i Rangers ma lui ha voluto sbilanciarsi troppo, concendendo così agli avversari l'opportunità di gestire palla e di arrivare al fischio finale senza troppi patemi.
Ora deve recuperare psicologicamente McManus e trovare una soluzione (che ad oggi non c'è) a centrocampo al fine di garantire alla difesa un'adeguata copertura.
Altro punto da mettere nella sua to do list concerne l'educazione tattica da impartire ai nostri giocolieri.
Ora inizieranno i processi, ma ricordiamoci che siamo ancora primi in classifica, l'imperativo è utilizzare questa sconfitta per dare una scossa all'ambiente.
Ma quello che più mi lascia interdetto è la modalità con la quale è arrivato questo risultato negativo, in una gara condotta dal punto di vista del gioco, con Mowbray che aveva avuto il merito di mettere in campo una formazione ben assortita nonostante i molti dubbi della vigilia.
La penosa situazione difensiva ci ha condannati e purtroppo gli errori sono nei singoli e di soluzioni alternative non ce ne sono, visto che la rosa non contempla giocatori adatti anche ad un cambio di strategia, sopratutto a metà campo, dove Brown e Nguemo proprio non riescono a limitare la dabbenaggine dei nostri centrali di difesa.
Oltretutto ci si è messo un pizzico di sfortuna in determinati episodi, ma la sostanza non cambia.
DIFESA: Boruc colpevolissimo sul primo gol, ma Miller davanti a lui non doveva arrivarci.
Imbarazzante Loovens, inconcepibile McManus, il quale ricorre a mille espedienti per limitare in qualche modo il medicre Lafferty.
Sufficienti Naylor e Wilson, ma i titolari del ruolo sono di ben altra pasta.
CENTROCAMPO: mi trovo nuovamente a ripetere che il problema è concettuale, con i 2 centrali assolutamente incompatibili, sono praticamente uno la copia dell'altro, per quanto Brown sia un gradino superiore a negretto (al quale voglio un gran bene, sia ben chiaro), colpevole di essere troppo arruffone.
Per quanto riguarda le ali e McCourt mi sento di dire che troppo spesso la loro esasperata ricerca del dribbling finisce per atrofizzare la manovra.
Chiudo con delle doverose scuse per il Capitan Cina, non lo credevo adatto ad un Old Firm mente invece è stato splendido, onnipresente e sempre propositivo, aiutando tantissimo la squadra a fare gioco e guadagnandosi un rigore grazie alla sua tigna.
ATTACCO: il nervosissimo McDonald là davanti ha fatto poco, ma le esitazioni dei nostri giocolieri non l'hanno aiutato, mentre invece Samaras ha confermato di essere troppo tenero in certe occasione, cercando anche lui troppo spesso il possesso di palla con la conseguenza di non occupare lo spazio in area di rigore come avrebbe dovuto fare.
Fortunè, torna!
MOWBRAY: la formazione iniziale non era male, paga inesorabilmente il livello infimo dei centrali difesa, ma la squadra non ha giocato male.
Nota di demerito le sostituzioni, stavamo schiacciando i Rangers ma lui ha voluto sbilanciarsi troppo, concendendo così agli avversari l'opportunità di gestire palla e di arrivare al fischio finale senza troppi patemi.
Ora deve recuperare psicologicamente McManus e trovare una soluzione (che ad oggi non c'è) a centrocampo al fine di garantire alla difesa un'adeguata copertura.
Altro punto da mettere nella sua to do list concerne l'educazione tattica da impartire ai nostri giocolieri.
Ora inizieranno i processi, ma ricordiamoci che siamo ancora primi in classifica, l'imperativo è utilizzare questa sconfitta per dare una scossa all'ambiente.
venerdì 2 ottobre 2009
Questione di dimensioni
Il pareggio di ieri contro il coriaceo Rapid ha sostanzialmente sancito un sensibile ridimensionamento delle ambizioni europee degli hoops, anzi per i più pessimisti siamo già virtualmente eliminati.
Il mio pensiero è che non è il caso di fare del disfattismo abbastanza prematuro e dannoso in quanto:
- il Rapid è un avversario ostico, ha fatto fuori i Villans e battuto l'Amburgo;
- questa squadra non ha una dimensione europea.
Inutile ricordare gli anni passati nei quali si sono raggiunti gli ottavi di finale in Champions League, quella serie di risultati è arrivata grazie ad un ragguardevole numero di episodi favorevoli e grazie ad una esagerata dose di fortuna, tant'è che la scorsa stagione (priva di aiutini dalla dea bendata) siamo usciti fuori come stracci.
Paghiamo indubbiamente l'inesperienza del coach (il quale, però, giova ricordare che ha vinto una gare esterna europea dopo anni) a certi livelli, qualche episodio negativo ed una fiducia che in Europa pare essere stata smarrita.
Sinceramente credevo che in Europa si potesse fare di meglio, ma toccherà aspettare ancora un anno per vedere dei progressi.
Progressi che però arriveranno a costo che il club decida di abbandonare la politica di piccolo cabotaggio adottata negli ultimi anni.
Tale politica è stata eccessivamente premiata durante il corso Strachan, il quale ha avuto il merito di capitalizzare al meglio gli enormi episodi favorevoli avuti ed è chiaro quindi che solo attraverso queste batoste riusciremo a riemergere dal limbo nel quale siamo finiti.
La vittoria della SPL di quest'anno ci riproietterà in Champions League, dove potremo emulare le barbare figure dei Gers di quest'anno ma anche di incassare cospicui fondi da reinvestire in modo oculato sul mercato futuro, sperando che nel frattempo verrà stilato un progetto commisurato al prestigio ed alla storia del club.
Il mio pensiero è che non è il caso di fare del disfattismo abbastanza prematuro e dannoso in quanto:
- il Rapid è un avversario ostico, ha fatto fuori i Villans e battuto l'Amburgo;
- questa squadra non ha una dimensione europea.
Inutile ricordare gli anni passati nei quali si sono raggiunti gli ottavi di finale in Champions League, quella serie di risultati è arrivata grazie ad un ragguardevole numero di episodi favorevoli e grazie ad una esagerata dose di fortuna, tant'è che la scorsa stagione (priva di aiutini dalla dea bendata) siamo usciti fuori come stracci.
Paghiamo indubbiamente l'inesperienza del coach (il quale, però, giova ricordare che ha vinto una gare esterna europea dopo anni) a certi livelli, qualche episodio negativo ed una fiducia che in Europa pare essere stata smarrita.
Sinceramente credevo che in Europa si potesse fare di meglio, ma toccherà aspettare ancora un anno per vedere dei progressi.
Progressi che però arriveranno a costo che il club decida di abbandonare la politica di piccolo cabotaggio adottata negli ultimi anni.
Tale politica è stata eccessivamente premiata durante il corso Strachan, il quale ha avuto il merito di capitalizzare al meglio gli enormi episodi favorevoli avuti ed è chiaro quindi che solo attraverso queste batoste riusciremo a riemergere dal limbo nel quale siamo finiti.
La vittoria della SPL di quest'anno ci riproietterà in Champions League, dove potremo emulare le barbare figure dei Gers di quest'anno ma anche di incassare cospicui fondi da reinvestire in modo oculato sul mercato futuro, sperando che nel frattempo verrà stilato un progetto commisurato al prestigio ed alla storia del club.
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