sabato 27 febbraio 2010

Continuare a sperare...

… perché sempre di sperare si tratterebbe.

Trovo abbastanza patetico credere che una vittoria nell’Old Firm di domenica possa girare la stagione, ma l’essere tifosi a volta comporta qualche controindicazione quindi la speranza è questa, fermo restando che poi bisognerebbe trovare una continuità di risultato che questa stagione è drammaticamente mancata.

Anche in caso si successo nella gara di domenica continuo a diffidare da questa squadra, morta e risorta troppe volte nel corso di pochi mesi per meritarsi fiducia da parte del sottoscritto, tant’è che sono più confidente in un successo questo fine settimana che in una possibile streak successiva.

Dal punto di vista tecnico mi sono già dilungato nelle precedenti occasioni, ma qualche parola desidero spenderla sullo schieramento da mettere in campo domenica, in quanto ritengo opportuno mutuare quantomeno il centrocampo visto il turno precedente contro gli Arabs.

In questo momento ritengo infatti imprescindibile l’apporto di Brown e Ki (del quale finalmente ho appreso il nome), elementi dotati di dinamismo e tenacia in grado di rendersi utili in ogni parte del rettangolo di gioco, non sono invece un estimatore di Nguemo, il quale però tra i mille casini che combina mette sempre molta energia mentre invece la velocità di Kamara unita al suo movimento può mettere in seria difficoltà la difesa unna.

Panchina quindi per McGeady, ultimamente più un peso che un valore aggiunto, sperando anche di colpirlo nell’orgoglio per dargli una svegliata.

Sul resto della squadra pochi dubbi, la difesa sarà il solito disastro ma dovrebbe quantomeno tornare Hinkel, preferisco Rogne a Thompson, Braafheid è la solita incognita in fase difensiva mentre in avanti va benissimo la coppia Keano – Fortunè ma un pensierino su Rasmussen lo farei visto che i Gers sono debolucci sulle palle alte.

Augurandosi quindi che un centrocampo più di quantità che di qualità possa mascherare i cronici problemi difensivi non resta altro da dire se non che probabilmente la partita sarà ancora più nervosa del solito, sulla falsa riga dello squallido 0-0 visto lo scorso anno ma con un filo di spettacolo in più, visto che Mowbray non pare essere un fedele del catenaccio come il suo predecessore e che Smith potrebbe voler chiudere i giochi già domenica pur non disdegnando un pareggio che avrebbe il dolce sapore della vittoria dalle parti di Ibrox.

Ad aggiungere ulteriore pepe a questo match ci hanno pensato i bianco verdi, presentando un dossier sui presunti torti arbitrali subiti facendo intendere come invece nella sponda light blue capitino di rado episodi arbitrali sfavorevoli.

Sinceramente non sentivo il bisogno di questa polemica, che per ciò che mi riguarda non fa altro che sviare dai problemi progettuali del club e tecnici della squadra.

Storicamente i rangers hanno sempre avuto maggiori appoggi nei piani alti, anche appoggi governativi, credito dalla banche sempre generoso ed pure una certa fortuna diciamo nell’incontrare squadre molto rilassate nei turni di campionato conclusivi, quando magari la differenza reti era decisamente importante.

La cosa è evidente ma non palese, tant’è che anche la SFA non ha mai esagerato negli aiuti (esempio: gli concedono di posticipare troppe partite per gli impegni europei senza interpellare gli altri club, cosa bruttina da fare, ma poi non gli concedono di prolungare il campionato visto che sarebbe stato vergognoso, anche perché bisogna essere degli idioti per posticipare un match contro il Gretna come accaduto) e in tutta sincerità credo sempre che gli arbitri possono sbagliare e che in fin dei conti sono quasi sempre i migliori a vincere.

Oltretutto provo un certo gusto a vincere in condizioni generali sfavorevoli (fermo restando che il Celtic è comunque più tutelato di altre squadre di SPL), infatti è per questo che considero i titoli vinti dal Celtic di maggior valore rispetto a quelli dei rivali.

Quindi di questa negatività non ne abbiamo bisogno e trovo questa polemica prettamente italiana, speravo che tutta la negatività calcistica fosse stata assorbita dall’Inter (a proposito di idioti, ecco come non gustarsi gli immeritati successi incamerati nell’ultimo lustro) ma devo constatare che anche il club per il quale tifo ha compiuto un passo falso.

Godiamoci lo spettacolo in campo va….

mercoledì 10 febbraio 2010

Amare constatazioni

Robbie Keane è forse l’ingaggio più prestigioso messo a segno dal Celtic nella propria storia, seppur solo in prestito.

Fatico a ricordare un giocatore dal pedigree migliore del suo acquistato dagli hoops (badate bene parlo di acquisti o ingaggi, non contano quindi i giocatori cresciuti o divenuti campioni nel Celtic), neppure autentiche icone come Larsson o Moravcik o giocatori conosciuti come Nakamura o Vennegoor all’arrivo a Celtic Park erano considerati allo stesso livello di Robbie.

Lo stesso Bellamy, pure lui in prestito, non godeva della stessa reputazione dell’irlandese.

Keane ha segnato in carriera tanti gol, tatticamente ha sempre fatto solo confusione, ma non voglio parlare di tattica.

Mi auguro che l’irlandese ci trascini a suon di gol ad una rimonta quasi impossibile sui gers, ma non voglio parlare di risultati sportivi.

Ho sempre adorato questo giocatore (nonostante i limiti tattici, alla faccia di chi dice che non apprezzo i talenti, certo che non li apprezzo se fanno cagare come Nakamura), ma non voglio parlare di questo.

Semplicemente, le parole di Robbie Keane successive al suo ingaggio, mi hanno fatto capire come il fascino del Celtic sia in costante declino (per non dire in caduta libera).

Sia ben chiaro che Keane non ha fatto nulla di male, non ha detto nulla di inappropriato, spendendo anzi parole al miele per il Celtic ed i suoi tifosi ma ha lasciato trasparire come tutto l’affetto che prova per la maglia difficilmente sarà sufficiente a trasformare il suo prestito in un in acquisto definitivo.

Robbie ha detto abbastanza chiaramente che è qui per divertirsi (correggendo poi il tiro affermando che vuole vincere qualcosa) per poi giocarsi le sue possibilità la prossima stagione al Tottenham, squadra che ne detiene il cartellino.

Pertanto mi sono trovato, mio malgrado, a constatare che i fattori che hanno in primis portato Keane dagli Spurs a Parkhead, ovvero:

- Nei Giudei il titolare è Jermain Defoe, il quale sta disputando la miglior stagione in carriera;

- Nella rotazione degli attaccanti, oltre a Crouch e Defoe, si trova dietro anche a Pavlyuchenko, attaccante più completo di lui;

- Le squadre di EPL che lo volevano acquistare erano di fascia bassa ed oltretutto gli Spurs probabilmente non volevano rafforzare altre squadre dello stesso campionato.

Viene da pensare che il Celtic sia semplicemente stata la soluzione più comoda per tutti e ad essere sinceri non capisco come mai Robbie non sia rimasto a giocarsi un posto direttamente al Tottenham visto che oltretutto l’Irlanda ai mondiali non ci va e comunque sia uno come lui il posto in nazionale non lo perderà facilmente.

Probabilmente Keane spera di farsi notare a suon di gol in SPL per tornare in cima alle preferenze di coach Redknapp con l’ulteriore speranza che il Tottenham l’anno venturo disputi la Champions League (ipotesi tutt’altro che remota) o quantomeno una coppa europea (ipotesi probabile).

Del resto si parla di professionisti e non di dilettanti che si divertono a tirare quattro calci ad un pallone la domenica assieme agli amici, pertanto tutte queste congetture, secondo me fondate, non devono sorprendere o mettere in cattiva luce il giocatore.

E’ però inevitabile constatare, amaramente, anche da queste piccole cose come il fascino del Celtic stia drammaticamente scemando secondo me a causa della scarsa attrattività della SPL e dalle sberle che prendiamo in Europa sempre più costantemente, il tutto condito da una politica societaria che non aiuta di sicuro a rinverdire i fasti passati.

L’epopea europea inizia a sbiadire ed ancor prima di quanto si pensi il Celtic rientrerà nel novero delle nobili decadute, perdendo chissà anche quel minimo di fascino che lo aiuta a raggiungere giocatori di medio livello.

Quelli di alto livello ormai sono già persi.

p.s.: ma Keane poi non aveva detto non più tardi di un anno e mezzo fa che il suo sogno era di giocare per il Liverpool?

martedì 9 febbraio 2010

L'academy, dicevo

Puntare sulle giovanili è una cosa nobile e per i tifosi è sempre meraviglioso vedere un campioncino che ha respirato l’aria del club sin dai primi calci o giù di lì.

Puntare sulle giovanili può anche essere remunerativo, l’Atalanta ne sa qualcosa.

Puntare sulle giovanili può condurre anche a strepitosi successi, l’ultimo esempio viene dalla Catalogna ma si potrebbero citare molti altri esempi come il Man U ed i nostri stessi Lisbon Lions (i quali erano inltre tutti Glaswegian).

Gerrard, Carragher, Terry, Xavi, Iniesta e tanti altri grandi giocatori sono delle vere e proprie icone per i tifosi dei club che li hanno cresciuti e nei quali ancora giocano, garantendo non solo un elevato standard di rendimento ma anche un continuo rispetto dei valori del club e del cosiddetto attaccamento alla maglia che altrove sta invece scomparendo (come in Italia).

Peccato però che tutti questi benefici non siano automatici in quanto sono tanti i giovani talenti che non sono riusciti a fare il decisivo salto di qualità, rivelandosi pertanto un investimento non ripagato.

Peccato che i benefici non siano immediati, in quanto ci vogliono diversi anni per creare un circolo virtuoso che consenta alle squadre di avere un ricambio generazionale continuo, non sono un gran conoscitore del calcio italiano ma se non erro Juventus sta raccogliendo ora i frutti della politica societaria sui giovani iniziata diversi anni fa.

Sviluppare il settore giovanile, dotarlo di strutture all’avanguardia, popolarlo di giovanissimi calciatori promettenti ha un costo tutt’altro che esiguo.

Serve strutturare il club in modo efficiente, investire denaro in osservatori capaci ed in grado di farti duellare con i top club europei o quantomeno britannici, mandarli in giro per l’Europa a scovare talenti, che poi ospiterai nella cosiddetta foresteria con ulteriore aggravio dei costi.

Oltretutto serve uno staff preparato che operi solo con l’academy, che si dedichi allo sviluppo dei giocatori, altri soldi quindi da investire.

Tra l’altro nello UK è molto più difficile far ottenere un permesso di soggiorno a giovani calciatori extracomunitari, pertanto i campioncini sudamericani se ne restano nei loro campionati o finiscono in sud Europa.

Sono convinto che in quel di Kerrydale abbiano valutato tutti questi fattori e che il termine “costi” (che ho volontariamente utilizzato diverse volte nel mio sproloquio) sia stato quello maggiormente ascoltato e sul quale sia stata presa una decisione.

In parole povere, giovani sì ma saccheggiati dalle squadre delle divisioni inferiori inglesi o da squadre scozzesi.

Su questa svolta, non annunciata per evitare l’ira dei tifosi ma già messa in atto da qualche tempo, ho una mia precisa opinione.

Non ritengo infatti sufficiente prendere giovani di 18/20 anni dalle serie inferiori inglesi per avviare una convincente politica di rinnovo.

Non si può credere che a quell’età i futuri campioni militino ancora nel Leyton Orient (con tutto il rispetto per gli O’s) o nel Bournemouth, è davvero improbabile che i giovani di talento non vengano notati prima della maggiore età.

Del resto riesco a ricordarmi diversi giovani di talento lanciati già in Premier prima della maggiore età giù di lì, così alla rinfusa dico Walcott, Bale (a 17 anni titolare nel Sunderland ed acquistato a suon di milioni dagli Spurs), Ramsey (da prodigio del Cardiff all’Arsenal a 17 anni), Alan Smith, Michael Owen e tanti altri ancora.

Evito di citare gente come Messi, Giggs o Fabregas, in quanto sono stelle di assoluto livello e per scovarli ci vuole anche tanta fortuna (ma non solo) e non sono pertanto dei validi esempi.

Come si può credere quindi che delle squadre attente come quelle di EPL si facciano sfuggire dei giovani promettenti, lasciandoli relegati nelle minors?

La verità è che alla fine torniamo sempre al solito punto, ovvero che il club sta adottando una politica di basso profilo, accontentandosi di competere in SPL, sperando di vincere qualcosa ogni tanto, con l'aggravante che non c'è uno straccio di progetto all'orizzonte.

Spence, Thompson, Slane & co. difficilmente potranno dimostrarsi giocatori di alto livello o comunque sia adatti ad una squadra ambiziosa.

Con buona pace delle ambizioni, della storia, dell'amore per la maglia.

mercoledì 3 febbraio 2010

The end of the dream

È durata circa 24 ore la sbornia da Keano, il sogno di una rimonta che sarebbe dovuta cominciare dal Kilmarnock.

Sbornia e sogni coltivati ancora per i primi 20 minuti di partita, con un Celtic intraprendente e ben messo in campo, sogni sopiti dal bravo Maguire a dai meno bravi Loovens e Boruc.

Sia ben chiaro, è inutile processare la squadra per quanto visto ieri, il campo era in pessime condizioni e non ha agevolato di sicuro il dribbling di McGeady, la velocità di Kamara, il dinamismo di Keane ma resta il fatto che l’entusiasmo avrebbe dovuto aiutare la squadra a produrre qualcosa di meglio.

Invece ecco che i 10 punti di ritardo dai brutti sono reali, ecco che esaurita la sbornia da transfer market è più semplice riprendere coscienza dei problemi che affliggono la squadra.

In primis tengo a sottolineare che il mercato di riparazione è stato buono se non buonissimo nell’immediato, ma che lascia qualche dubbio per il futuro.

Bene le partenze di gente che aveva fatto il suo tempo a Parkhead, bene gli ingaggi di Rasmussen, Korea e pure quelli dei prestiti ma ricordiamoci che il solo Kamara può essere riscattato, mentre Keane e Braafheid sono in prestito secco.

Pertanto a fine stagione potremo riscattare Kamara, ovvero un 29enne che oltretutto goleador non è, e Nguemo, sul quale più passa il tempo più nutro dubbi al riguardo (non è bravo come regista, non è abbastanza interdittore, che ce ne facciamo?) mentre il resto sarà tutto da ricostruire.

Il presente è davvero brutto, ma anche il futuro pare essere alquanto nebuloso.

Ad ogni modo preferisco pensare al fatto che la baracca si possa ancora salvare e vincere questa SPL.

Come?

Semplicemente vincendo tutte le rimanenti partite, anche se sarà quasi impossibile visto che Mowbray (un po’ per colpe sue, un po’ per colpe altrui) non è riuscito a dare una precisa identità alla squadra.

Provo a dargli qualche suggerimento io.

In porta Zaluska, Boruc ormai è indifendibile e pure insopportabile.

In difesa si sa chi deve giocare, io manderei via Mowbray solo per la sua ostinazione nell’insistere su Loovens.

A centrocampo serve un regista, quindi dentro Crosas in coppia con Ki, Brown sulla destra a coprire le avanzate di Hinkel ed a fare filtro a centrocampo, sulla sinistra va bene McGeady anche se sta facendo schifo.

In avanti Keane, giocatore che tatticamente fa sempre casino ma che dovrà pensare solo a fare gol, con Fortunè a creargli spazi (e poi Marcantonio è tra i pochi a giocare bene) anche se seconda degli avversari si può cambiare partner d’attacco.

Dopo aver detto queste cose sono davvero triste, perché a febbraio non ci sono degli equilibri….

Roba da matti.