martedì 9 febbraio 2010

L'academy, dicevo

Puntare sulle giovanili è una cosa nobile e per i tifosi è sempre meraviglioso vedere un campioncino che ha respirato l’aria del club sin dai primi calci o giù di lì.

Puntare sulle giovanili può anche essere remunerativo, l’Atalanta ne sa qualcosa.

Puntare sulle giovanili può condurre anche a strepitosi successi, l’ultimo esempio viene dalla Catalogna ma si potrebbero citare molti altri esempi come il Man U ed i nostri stessi Lisbon Lions (i quali erano inltre tutti Glaswegian).

Gerrard, Carragher, Terry, Xavi, Iniesta e tanti altri grandi giocatori sono delle vere e proprie icone per i tifosi dei club che li hanno cresciuti e nei quali ancora giocano, garantendo non solo un elevato standard di rendimento ma anche un continuo rispetto dei valori del club e del cosiddetto attaccamento alla maglia che altrove sta invece scomparendo (come in Italia).

Peccato però che tutti questi benefici non siano automatici in quanto sono tanti i giovani talenti che non sono riusciti a fare il decisivo salto di qualità, rivelandosi pertanto un investimento non ripagato.

Peccato che i benefici non siano immediati, in quanto ci vogliono diversi anni per creare un circolo virtuoso che consenta alle squadre di avere un ricambio generazionale continuo, non sono un gran conoscitore del calcio italiano ma se non erro Juventus sta raccogliendo ora i frutti della politica societaria sui giovani iniziata diversi anni fa.

Sviluppare il settore giovanile, dotarlo di strutture all’avanguardia, popolarlo di giovanissimi calciatori promettenti ha un costo tutt’altro che esiguo.

Serve strutturare il club in modo efficiente, investire denaro in osservatori capaci ed in grado di farti duellare con i top club europei o quantomeno britannici, mandarli in giro per l’Europa a scovare talenti, che poi ospiterai nella cosiddetta foresteria con ulteriore aggravio dei costi.

Oltretutto serve uno staff preparato che operi solo con l’academy, che si dedichi allo sviluppo dei giocatori, altri soldi quindi da investire.

Tra l’altro nello UK è molto più difficile far ottenere un permesso di soggiorno a giovani calciatori extracomunitari, pertanto i campioncini sudamericani se ne restano nei loro campionati o finiscono in sud Europa.

Sono convinto che in quel di Kerrydale abbiano valutato tutti questi fattori e che il termine “costi” (che ho volontariamente utilizzato diverse volte nel mio sproloquio) sia stato quello maggiormente ascoltato e sul quale sia stata presa una decisione.

In parole povere, giovani sì ma saccheggiati dalle squadre delle divisioni inferiori inglesi o da squadre scozzesi.

Su questa svolta, non annunciata per evitare l’ira dei tifosi ma già messa in atto da qualche tempo, ho una mia precisa opinione.

Non ritengo infatti sufficiente prendere giovani di 18/20 anni dalle serie inferiori inglesi per avviare una convincente politica di rinnovo.

Non si può credere che a quell’età i futuri campioni militino ancora nel Leyton Orient (con tutto il rispetto per gli O’s) o nel Bournemouth, è davvero improbabile che i giovani di talento non vengano notati prima della maggiore età.

Del resto riesco a ricordarmi diversi giovani di talento lanciati già in Premier prima della maggiore età giù di lì, così alla rinfusa dico Walcott, Bale (a 17 anni titolare nel Sunderland ed acquistato a suon di milioni dagli Spurs), Ramsey (da prodigio del Cardiff all’Arsenal a 17 anni), Alan Smith, Michael Owen e tanti altri ancora.

Evito di citare gente come Messi, Giggs o Fabregas, in quanto sono stelle di assoluto livello e per scovarli ci vuole anche tanta fortuna (ma non solo) e non sono pertanto dei validi esempi.

Come si può credere quindi che delle squadre attente come quelle di EPL si facciano sfuggire dei giovani promettenti, lasciandoli relegati nelle minors?

La verità è che alla fine torniamo sempre al solito punto, ovvero che il club sta adottando una politica di basso profilo, accontentandosi di competere in SPL, sperando di vincere qualcosa ogni tanto, con l'aggravante che non c'è uno straccio di progetto all'orizzonte.

Spence, Thompson, Slane & co. difficilmente potranno dimostrarsi giocatori di alto livello o comunque sia adatti ad una squadra ambiziosa.

Con buona pace delle ambizioni, della storia, dell'amore per la maglia.

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