giovedì 31 dicembre 2009

Verso l'Old Firm

L’importanza dell’Old Firm esula dai tre punti che sono in palio o dalla decisività in termini di conquista del titolo da parte di una (spesso entrambe, a dire il vero) contendenti, non è certo una novità.

A dire il vero però mi sono stancato delle solite discussioni prematch su chi ce l’ha più lungo, su chi è stato più cattivo o scorretto negli anni e via dicendo e per fortuna questo Old Firm cade in un periodo di campionato davvero interessante, arricchendo quindi anche tecnicamente il valore della partita di domenica.

Infatti domenica vedremo 2 squadre che stanno attraversando un periodo di forma molto diverso in quanto:

- Il Celtic sta cercando disperatamente la propria identità perduta negli anni e qualcosa di buono si è visto a dire il vero ma tutto sembra tremendamente traballante, con i 2 imbecilli in mezzo alla difesa pronti a rovinare quanto di buono la squadra costruisce nell’arco della gara;

- I rangers invece stanno giocando il loro miglior calcio da anni a questa parte, ricordo ancora quando un paio di anni fa venivano pesantemente criticati per la poca sfrontatezza (eufemismo) mostrata in campo (che poi, molte critiche venivano da tifosi di una squadra allenata da Strachan, è saggio guardare prima in casa propria direbbe la mia nonnina), mentre invece ora sono una squadra sicura dei propri mezzi, conscia dei propri limiti ma anche dei propri punti di forza.

Oltretutto il peso dell’esito della partita è tutto sulle spalle dei Bhoys in quanto il frozen pitch di Kilmarnock ha impedito ai ragazzi, in caso di vittoria, di restare a -4 degli unni rischiando addirittura di trovarsi domenica pomeriggio a 10 punti dalla vetta.

E’ da un po’ che predico l’inutilità dei discorsi tattici a causa dei 2 imbecilli là dietro, ma oggi farò uno strappo.

Direi che i temi tecnico/tattici saranno i seguenti:

- La marcatura su Boyd: credo che uno dei 2 imbecilli possa tenerlo a bada nel corpo a corpo, da valutare però se Smith giocherà anche con una punta veloce (che ci metterebbe in difficoltà) o con il solo recordman isolato in avanti, Miller dovrebbe essere squalificato per fortuna;

- La battaglia sulle fasce: Smith predilige terzini poco propensi alla spinta, spero che ne approfitteremo per guadagnare metri;

- La propensione al rischio: i rangers manovrano bene il contropiede, il Celtic correrà il rischio di scoprirsi?

- Le punte bianco verdi: io propongo le 2 torri in quanto la difesa unna è vulnerabile ai palloni alti e spesso fatica a posizionarsi bene quando si crossa teso dalla trequarti;

- Il duello a centrocampo: i rangers sono molto forti al centro, coprono bene la difesa e sfruttano il tiro dalla distanza di Mendes ed l tempismo negli inserimenti di Davis mentre il Celtic non ha ancora un vero e proprio equilibrio, ma ha giocatori in grado di piazzare la giocata o disponibile al sacrificio;

- Gli allenatori: Smith deve solo gestire psicologicamente una squadra che gioca da sola e sicuramente già ha in mente come sfruttare le nostre debolezze mentre Mowbray non ha ancora convinto appieno nell’abilità di gestione di ogni singola partita, mi auguro semplicemente che gioca la partita pensando più alla propria squadra che agli avversari, anche perché un Celtic a pieno regime e superiore agli avversari, ma purtroppo credo che la paura di perdere regnerà sovrana;

Come detto in questo momento gli errori difensivi stanno determinando in negativo la stagione dei bianco verdi, quindi come ad Ibrox potremmo disputare una buona gara e perdere, ma voglio illudermi che Falqui e Guttalax (a proposito, perché adesso non proponi di rinnovarti il contratto al minimo sindacale visto che dopo una buona stagione volevi la luna?) sappiano per una volta fare il loro mestiere come si deve.

Per il resto è inutile prendersi in giro, gli unni arrivano a Parkhead favoritissimi e lanciatissimi, però la speranza è che domenica rinasca il Celtic, tarpando le ali agli avversari e girando la stagione a nostro favore.

Buon divertimento.

domenica 27 dicembre 2009

Pensieri ad cazzum

- senza difesa saremo sempre e comunque una squadra in grado di perdere contro qualsiasi avversario;

- noto con grande dispiacere che si sta verificando un progressivo disamoramento dei tifosi nei confronti della squadra, crisi economica a parte ciò si verifica quando un club tratta i supporters come clienti e questi iniziano a comportarsi come tali;

- ma Nakamura non era fortissimo?

- in Scozia le squadre di club preferiscono battere il Celtic rispetto ai rangers (Dons eclusi), si vede che gli stiamo sulle balle di più, altrimenti non si spiega (a meno che non si faccia dietrologia) che contro il Celtic queste squadre giocano alla morte e contro i Rangers sono di una mediocrità imbarazzante;

- stiamo andando male, quanto scritto sopra non è assolutamente una giustificazione.

- gli unni stanno giocando bene, pochi cazzi;

- mercoledì dobbiamo vincere, ma domenica prossima partiamo nettamente sfavoriti.

domenica 20 dicembre 2009

Tu chiamalo se vuoi.... Celtic Mind....

Dopo essermi chiuso in una pausa di riflessione lunga 3 partite, peraltro ricche di spunti, potrei fare una disamina precisa e credo inequivocabile sulle problematiche che incontriamo, sui miglioramenti visti, sulle cose da migliorate e da migliorare.

Insomma, potrei pavoneggiarmi sul fatto che io prima di Mogga avevo auspicato l'impiego a tempo pieno di Robson (che comunque sia ha disimparato tutto ciò che sapeva fare sui calci da fermo) oppure potrei gioire per un gioco che pare essere ritrovato.

Però non farò nulla di tutto questo, anche perchè dal punto di vista tecnico l'unica cosa palese è che con 2 omini di marzapane al centro della difesa tutte le migliorie tecnico-tattiche vanno a puttane a braccetto col politico di turno.

Pertanto mi limito a giore per il ritrovamento, quasi miracoloso, del Celtic Mind.

Ci pensavo giusto sabato scorso, mentre in casa dei Wells ci facevamo rimontare grazie alla solita banda del buco (o ai soliti idioti, fate vobis), masticando amaro sul fatto che con MON in panchina nel secondo tempo ci saremmo buttati in avanti rabbiosamente rischiando di prenderci anche qualche altro gol.

Poco fiducioso sulle nostre possibilità di vittoria mi faccio una birra giusto per gradire meglio lo spettacolo che mi dovevo sorbire ed invece eccoti la sorpresa.

In campo rientrano 11 leoni, tutti in avanti in modo massiccio e determinato e vada come vada.

E' andata bene, sarà un caso quella reazione?

Non so, però poi abbiamo rimontato 3 gol al Rapid e con gli Hearts abbiamo giocato bene anche in 10.

Sarà che sono tempi di vacche magre o che sono un inguaribile romantico, ma indipendentemente dai risultati il Celtic ha saputo rendermi felice.

Dopo tutto, per le considerazioni tecniche c'è tempo.

Al limite ci prendiamo indietro Gordon Strachan, sempre che il Middlesbrough ce lo dia indietro.

Ed è improbabile.

0.5 punti di media a partita sono un bottino di tutto rispetto.

Cacciar via Southgate.

Prendere Strachan.

Mavaffanculo.

domenica 6 dicembre 2009

Celtic-Dons 3-0

Ho le palle ancora troppo girate per postare.

Comunque sia bel risultato e discreta prestazione.

Piccolo off topic: solo Maradona è riuscito ad essere un giocatore disumano pur non essendo una persona di prim'ordine.

Capito, balotelli?

giovedì 3 dicembre 2009

Basta con le prese per il culo

Non avevo intenzione di spendere neppure 2 righe per la partita di ieri contro l’Hapoel ma mi trovo costretto a farlo, non per il risultato (della partita poco mi fregava, detto terra terra) quanto per il deplorevole contorno, trovandomi costretto a parlare di cose che col calcio nulla hanno a che fare.

Parliamoci chiaro: nel mondo del Celtic conta il piatto principale è il calcio o è la politica?

Qual è il pollo e qual è il contorno?

Inutile dire che sono delusissimo da ciò che è successo ieri e non mi limiterò alla storiella tanto in voga dei pochi facinorosi che macchiano l’onestà di molti, sono stanco dell’ignoranza regnante intorno al Celtic e della strumentalizzazione che viene fatta della sua (meravigliosa) storia.

Adesso voglio sapere dove cazzo c’è scritto nello statuto del Celtic (o anche negli intendimenti di padre Walfrid) che quel sanguinario figlio di puttana di Ernesto Guevara rappresenta i nostri valori o che l’antifascismo sia un cardine dei nostri ideali (perché i cattolici erano poco nazisti all’epoca, sì sì).

Però è comprensibile che alcuni tifosi siano pervasi dall’amore per l’IRA, del resto il Celtic è un club irlandese.

Ah no un momento, giochiamo in Scozia, mi confondevo con lo Shelbourne, loro sì che sono irlandesi.

Ma vabbè sullo statuto mica è scritto che siamo un club irlandese.

Ah no mi sbaglio, siamo un club scozzese orgoglioso delle proprie radici irlandesi, quindi terroristi del cazzo fate un salto a Belfast che lì potete divertire.

Ma che sarà mai, per diffondere il proprio verbo non si devono guardare queste piccolezze no?

Ma poi tutti sti imbecilli lo sanno che in Irlanda il Celtic è più una seconda squadra, molto simpatizzata e comunque amata, ma tifata meno del Manchester United?

Se vi piace tanto l’Irlanda tifate gli Sligo Rovers, per esempio.

A proposito di Sligo, cittadina di confine con l’Irlanda del Nord (o Ulster o NazioneveramentebruttaedinutilechenonvuolenessunonèloUKnèl’irlandaperchèsarebbesolounapallaalpiede), qualcuno lo sa che lì i gestori dei pub vedono l’Orange day come una giornata di ricchi incassi (dovuti all’arrivo dei confinanti) e non come una festa di quei cattivoni dei protestanti?

E qualcuno sa che se quei cattivoni arrivati dal nord fanno casino li cacciano via a pedate senza indossare una maglia ad anelli biancoverdi?

Ma se un giorno l’aria cambiasse ed il Celtic non accettasse più simboli politici, i tifosi veri si rifiutassero di cantare per l’IRA, magari la bandiera israeliana (brrr….) fosse preferita a quella palestinese, siamo tanto sicuri che questa gente tiferebbe ancora per i biancoverdi?

Pensavo che i tifosi dei Rangers fossero dei poveri idioti, pieni di odio e che quelli del Celtic fossero invece di tutt’altra pasta, che il Celtic fosse motivo di unione e non di divisione.

Pensavo.

Credevo.

SBAGLIAVO.

domenica 29 novembre 2009

Celtic - St Mirren 3-1

Ok la vittoria, ma siamo una squadra ancora in convalescenza e c'è poco da dire.

Ah sì, i rangers fanno cagare ed è da vergognarsi a non essergli davanti.

Preferisco parlare di alcune riflessioni che ho in mente da qualche giorno, riaffiorate durante una bella chiaccherata col Jimmy Glesga, cervello pensante in mezzo a torture cerebrali arrivate dalla Guinea Francese.

Secondo me Mowbray deve prendere ad esempio la mentalità di Leonardo de Araujo de la madonna incrusada.

Il buon Leo voleva una squadra in un certo modo, ma per diverse cause (che non vado a sviscerare, questo è un blog sul Celtic) si è trovato con una squadra inadatta al suo gioco.

Cosa ha fatto lui per migliorare le cose?

Semplice, ha accettato la squadra ed i suoi limiti ed ha deciso di sfruttarne al meglio le potenzialità, correndo i rischi del caso.

Fino ad ora la sua scelta è stata premiata dai risultati, poi chissà ma ciò che conta è lo spirito con cui il brasiliano si è messo in discussione e l'umiltà delle sue scelte.

La differenza è qui, Mowbray ha paura e questa paura lo fa arretrare nei suoi ideali, coi risultati che si sono visti.

Altra considerazione che mi frullava per la testa riguardava l'assenza del club nelle problematiche della squadra e la mancanza di un progetto su cui costruire un futuro migliore.

Comprare giovani sconosciuti dalla minors non porterà ad un cazzo, con buona pace di chi vorrebbe rivedere il Celtic ad alti livelli.

La verità è che la sentenza Bosman ha condannato le nazioni meno ricche ad essere ghettizzate restando ai margini dell'Europa che conta (cosa acuita dei diritti tv e dalla nascita della Champions Leauge a scapito della cara, vecchia, Coppa dei Campioni).

Chi ha la mia età o qualche anno in più non può non ricordare lo Steaua Bucarest, il Malines, l'Anderlecht, il Legia Varsavia, il Grasshopper, la Stella Rossa ed il Partizan, ovvero squadre che prima della famigerata sentenza rappresentavano una minaccia magari non costante ma comunque da non sottovalutare per le sqaudre più blasonate, figli di una scuola calcistica che poteva aiutarli come metterli in crisi.

I tempi sono cambiati, il livello del calcio si è forse alzato, lo spettacolo magari è dimimuito ma di spazio per il romanticismo non ce n'è davvero più.

domenica 22 novembre 2009

Arabs - Celtic 2-1

Avessi scritto questo articolo a 10 minuti dalla fine del match i toni e le considerazioni sarebbero state ben diverse.

Invece mi trovo nuovamente a sottolineare vecchi vizi e nuove paure, in un incubo che pare ricominciare ogni maledetto weekend.

Per 80 minuti ho visto una sqaudra desiderosa di ritrovare la via smarrita, di tornare ai fasti di inizio stagione, di voltare pagina.

Nulla di miracoloso, sia ben chiaro, si capiva che si era nel bel mezzo di una convalescenza, ma i segnali erano positivi.

La gara scorre via equilibrata, con il Celtic bravo a creare qualcosa in più ma troppo sprecone.

A tal proposito credo che Fortunè sia stato il simbolo dei primi 80 minuti di gara: bravissimo a costruire, mediocre nel concludere.

Nessuno può rimproverare molto al francese, visto che solo un imbecille penserebbe che lui sia il classico cannoniere, al gol devono pensarci gli altri, anche se a volte fa venire davvero il nervoso vederlo incapace di concretizzare.

Ad ogni modo un rigore del prezioso Robson pareva indirizzare la gara verso i biancoverdi, con i tifosi ad esultare ignari della catastrofe sportiva che li attendeva.

Dopo il gol, infatti, la squadra ha smesso di giocare palesando una puara di vincere, un'ansia da prestazione che ha rovinato tutto.

La prestazione di Caldwell, fino a quel momento bravissimo, si è tramutata in un disastro.

Gli attaccanti, dopo l'uscita di Spreconè, non hanno combinato nulla.

Abbiamo preso 2 gol da corner, con 2 errori dei giocatori più avvezzi a questo genere di situazione.

Se devo essere sincero non incolpo Mowbray per la dabbenaggine dei 2 centrali di difesa ma gli rimprovero di trasmettere le proprie insicurezze alla squadra.

Credo sia davvero arrivato il tempo di mettere in discussione la posizione di Tony.

Non so se l'esonero sia la soluzione giusta, ma il coach deve mostrare di avere le palle.

Io spero che, in una situazione dentro/fuori, Tony decida di giocarsela seguendo i suoi dogmi calcistici, senza quelle vie di mezzo che ci stanno affossando.

Solo così si capirà se Mowbray è uno da Celtic, anche se la dirigenza non ha mostrato uno straccio di capacità in questa situazione, dando prova nuovamente che in quel di Kerrydale street di progetti proprio non se ne fanno.

mercoledì 11 novembre 2009

ARIA GELIDA DI ANNUNCIO D'INVERNO IN BRUGHIERA E SULLE HIGHLANDS

Pubblico volentieri un intervento a cura del mio amico Gianni Danilo Campanella, conosciuto sul web con l'acronimo Mc Bell (chiunque voglia è il benvenuto su questo blog).

Un titolo programmaticamente poco felice per commentare le prestazioni di questo Celtic edizione 2009/10 targato Tony Mowbray, buona lettura.

Chiamato a Kerrydale Street quest'estate con credenziali tutt'altro che lusinghiere e con i soli "meriti" di aver in passato messo in mostra un gioco piacevole e coraggioso alla guida dell' Hibernian, l'inventore dell'Huddle era da non pochi tifosi stato salutato come il possibile "restauratore" del Celtic Mind dopo la devastazione di quest'ultimo operata da G. Strachan nei quattro anni trascoris alla guida degli hoops.

Invece, a dispetto delle speranze nutrite, ora al glorioso club cattolico di Glasgow,dirigenza e tifosi si trovano davanti una squadra dalle prestazioni sconcertanti per altalena di risultati e, quel che è peggio, in crisi di gioco e identità.

A dire il vero, l'estate si era prennunciata carica di belle promesse per Mogga e i Bhoys: vittoria della Wembley Cup al cospetto di club assai più dotati tecnicamente come Barcellona e Tottenham e impresa esaltante in quel di Mosca con uno 0-2 alla Dynamo che faceva sognare.

Ma...

Una rondine non fà primavera...e due l'estate!

Il prosieguo del cammino del Celtic si è rivelato un autentico reel a passo di gambero: una prestazione piacevole a cui han fatto seguito più o meno regolarmente, due o anche tre altre assai deludenti: una difesa quasi sempre scoperta e molto vulnerabile; rotazioni di giocatori chiave in ruoli non adatti alle loro caratteristiche (il caso di Samaras é emblematico), lettura tecnico tattica delle partite spesso sbagliata (come dimostra ampiamente la sconfitta patita nel primo Old Firm contro gli storici rivali protestanti dei Rangers) e l'ultimo malinconico posto occupato dalla squadra nella classifica del suo girone di Europa League.

Insomma, un quadro tutt'altro che esaltante ed oltretutto cntradditorio, almeno in parte:

nonostante il brutto pareggio di domenica scorsa a Falkirk contro l'ultima in classifica della SPL Il Celtic continua ad essere primo in classifica; e qual'ora i Rangers dovessero vincere il recupero a Dundee sarebbe sotto di un solo punto, quindi perfettamente in linea con le aspettative di inizio campionato. Che dire, dunque? Che Mogga abbia fallito è ancora troppo presto per dirlo: la fase centrale del campionato, quella dove si cristallizzano e consolidano le gerarchie non è ancora arrivata. Inoltre il nostro buon Tony si trova per la prima volta ne la sua carriera di manager a gestire un club così importante e difficile come Il Celtic che per amore dei tifosi e prestigio e fascino ha pochi eguali al mondo.Forse sta pagando lo scotto del salto di qualità e dell'inesperienza unito ad in momento poco felice che la squadra sta attraversando....Tuttavia al di là delle attenuanti bisogna prendere atto che però gli rimane poco tempo a disposizione per imparare. Imparare a fare l'allenatore dei bhoys...avere il coraggio di mettersi in discussione...prendere decisione solide e definitive che diano finalmente alla squadra un orientamento ben preciso in campo e nello spogliatoio( la disarmonia notata da non pochi tifosi domenica non si può più nascondere ). é certo che il livello tecnico della difesa a sua disposizione non lo aiuta; due centrali così malandati come Caldwell e Loovens, francamente....Speriamo che la dirigenza lo aiuti tornando sul mercato a Gennaio con degli acquisti più in linea con lo stile Celtic....ma, lo ripetiamo... A MOGGA NON RIMANE PIù MOLTO TEMPO PER DIMOSTRARSI COACH DEGNO DEI BHOYS: O IMPARA A GESTIRE TECNICAMENTE IL CLUB E LA LETTURA DELLE PARTITE...O PER LUI, E PURTROPPO PER LA SQUADRA E TUTTI NOI DEL GENERE UMANOIDE CHE CI DILETTIAMO DI CELTIC MIND SARà NOTTE FONDA! A cura di Gianni Danilo Campanella, ovvero Mc Bell

domenica 8 novembre 2009

Prestazione lassativa

Facciamo cagare, stop.

Il rientro di Fortunè ha giovato all'attacco, cosa non percepita solo dai fantocci che trattano il Celtic come fosse una squadra simpatia, un Sassuolo un pò più glorioso, un Albinoleffe con lo stadio pieno ma purtroppo non funziona nulla.

La voglia di commentare è poca ma mi faccio forza e scrivo due righe in più.

Mowbray ha perso la testa e continuerà a ruotare i giocatori combinando sempre più casini.

I giocatori stessi non si fidano l'uno dell'altro col risultato che non si gioca di squadra.

I tifosi pretendono la luna, la stampa unna ci marcia sopra e stiamo per finire in un circolo vizioso che non farà che peggiorare le cose.

Dulcis in fundo la dirigenza, sulla quale stendo un velo pietoso alla quale lancio un messaggio:

meglio un giorno da leoni che cento da pecore

sabato 7 novembre 2009

Ricette e to do list

Vedendo le scialbe prestazioni dei Rangers mi rendo conto quanto siano gli stessi Bhoys a tenerne in vita le chance di vittoria in SPL.

Se c'è una cosa nella quale i Rangers sono sempre stati eccellenti quella è proprio la tenuta mentale e la capacità di ricompattarsi nei momenti difficili.

Nonostante ciò il loro score iniziale in campionato parla di 0 sconfitte ma anche 4 pareggi, segno che non sono certo una tritasassi, ma finchè vedranno il Celtic incerto o poco convincente non molleranno la presa.

Quindi bisogna ingranare definitivamente la marcia, non so contro chi giochiamo domani, ma dobbiamo vincere e cominciare a sviluppare uno spirito di squadra convincente ed un gioco sicuro ed offensivo.

Così facendo, i Rangers molleranno presto il colpo, altrimenti prepariamoci ad un lungo digiuno.

p.s.: indovina indovinello, chi al Boro sta facendo un macello?

domenica 1 novembre 2009

Celtic - Kilmarnock 3-0

Bene bene.

Ogni tanto si vede qualcosa di buono.

Ho intenzione di continuare ad aspettare prima di parlare di nuovo dettagliatamente di quello che vedo in campo, ma questa volta lo farò un pò più soddisfatto.

Ritrovata convinzione e buon gioco, ma resta sempre il livello di partenza questo, ma almeno non ci siamo involuti.

Intanto il profeta ginger, quello da rimpiangere, inizia con una sconfitta interna contro il fortissimo Plymouth.

Ci lamentiamo della nostra dirigenza (giustamente), poi però vedo il Boro cacciare via il bravo Southgate, bravo oltretutto a valorizzare l'academy del club, per prendere un allenatore amante dell'usa e getta.

Mistero....

domenica 25 ottobre 2009

Hamilton - Celtic 1-2

Vincere si è vinto, questo è il tipico brodino che ci voleva sperando di poter lavorare con tranquillità e di progredire di settimana in settimana.

Si è visto qualcosa di buono ma la storia è sempre la stessa.

La difesa è in difficoltà, bisogna proteggerla al meglio consci che la cazzata è sempre dietro l'angolo, quindi meglio cercare di segnare in abbondanza.

Il modulo ad una punta è bocciato in quanto servono automatismi molto delicati per farlo rendere al meglio, non siamo ancora pronti.

Non dico altro, mi pronuncerò quando si capirà qual'è la linea guida.

sabato 24 ottobre 2009

Niente scherzi

Per fortuna si gioca nuovamente, in modo da iniziare la risalità al vertice della SPL e quantomeno per concludere dignitosamente l'esperienza europea che, come lo scorso anno, è stata avara di soddisfazioni.

L'occasione è ghiotta, visto che l'Hamilton non pare essere in grado di farci male, ma questo Celtic ultimamente fatica a segnare e non brilla di sicuro per il gioco espresso.

Oggi i Rangers hanno nuovamente mostrato la loro pochezza pareggiando a fatica contro un Hibernian sempre più pericoloso e che, a questo punto, merita di essere annoverato tra le pretendenti al titolo.

Hanno giocato alla pari con gli unni, meritando una vittoria sfuggita solo a causa di un pò di imprecisione e sfortuna in zona gol.

Ma torniamo a noi.

Possiamo tornare al comando e questo sarebbe un toccasana per il morale.

Sono curioso di vedere come Mowbray approccerà la partita, la speranza è che si veda qualcosa di più anche dal punto di vista della mentalità.

Ma nel frattempo....niente scherzi

giovedì 22 ottobre 2009

Molto deluso

Poco altro da dire.

Hai voglia a parlare di rimedi, di posizioni in campo, di tattiche, di cattiveria.

Lo ribadisco: Mowbray, se non ti senti all'altezza del Celtic, dimettiti (ed ho la sensazione che se non cambiano le cose in fretta Tony toglierà il disturbo di sua spontanea volontà).

Considerazioni sparse:

- McGeady deve giocare al centro per evolversi, ha tempismo nell'inserimento e così facendo non si incaponisce nel dribbling;

- NGuemo pressa discretamente ma per il resto è un handicap;

- Ok, il centrocampo non li aiuta, ma McManus e Caldwell sono ridicoli, ma niente paura c'è Loovens;

- McDonald che cazzo ha?

- Samaras è così innamorato della palla che fa il mediano pur di giocarla;

- Maloney che cazzo ha?

Tanta tristezza.

Meglio andare a letto va...

lunedì 19 ottobre 2009

Certi di essere incerti

Alla fine è arrivata la crisetta, con qualche settimana di ritardo direi.

Le avvisaglie si erano già avute un mesetto fa a causa di prestazioni ben al di sotto della soglia accettabile per un club come il Celtic, anche se di riffa o di raffa i risultati arrivavano e si vedeva uno straccio di gioco che faceva quantomeno ben sperare per il futuro.

Invece il gioco della squadra si è addirittura involuto e, mi duole dirlo, coach Mowbray ha precise responsabilità in tutto questo.

Premetto subito che il mio cervello e la mia onestà intellettuale (condita da buona dose di coerenza) non mi permettono di rimpiangere Strachan, allenatore fortunato e poco più, che ha si vinto, ma 3 anni di vittorie e codardia non arrichiscono, anzi inficiano la storia ultracentenaria del club.

Ma il predecessore di Mowbray non cambia il mio giudizio sul tony, partito in maniera promettente ma involutosi in modo sensibile e preoccupante.

Ad inizio stagione, la squadra a mio modo di vedere si caratterizzava per:

- pressing di buon livello, anche se non eccelso;
- sovrapposizioni continue da parte dei terzini;
- possibilità per Maloney e McGeady di scatenare tutte le loro abilità tecniche, con quest'ultimo dedito all'inserimento centrale rendendosi più prolifico;
- attaccanti manovrieri e ben assortiti, anche se non ancora del tutto entrati in forma;
- centrocampisti centrali poco adatti a giocare insieme ma comunque positivi;
- difesa decisamente da registrare, con specifiche responsabilità dei mediani;

Cose buone e meno buone quindi ma che, come detto, facevano ben sperare per il prosieguo di stagione.

Al momento invece ciò che ci caratterizza è:

- difesa catastrofica;
- centrocampo che costruisce poco e non fa filtro;
- ali che si incaponiscono nel dribbling;
- gioco di squadra affidato ai lanci dei centrali di difesa;
- attacco sterile.

Come si può ben notare, tutte le negatività di inizio stagione non sono state risolte, anzi si sono acuite e sinceramente fatico a capire cosa possa essere successo ad una squadra che pareva essersi ritrovata.

L'assenza di Fortunè (importante in ottica gioco di squadra) ed una condizione fisica non eccelsa non riescono a spiegare questo mezzo disastro.

Neppure la partenza di Donati può spiegarlo, Crosas è molto più forte di lui ma non viene mai schierato.

Io provo a buttarla lì, secondo me Mowbray si sta facendo schiacciare dalle pressioni dell'ambiente e dei media.

La squadra è stata costruita per un certo tipo di gioco, offensivo al punto di rischiare molto in fase difensiva.

Tony non deve avere paura, se finisce nell'occhio del ciclone deve giocarsi le sue carte seguendo il suo credo calcistico, senza provare a cambiare chissà cosa.

Non parlo tanto di modulo (giocare con una punta più Maloney e McGeady, con i terzini che salgono spesso, non è certo da catenacciari) quanto la mentalità di gioco, oliando i meccanismi ed apportando gli accorgimenti necessari di volta in volta.

I giocatori che abbiamo in rosa non ci permettono di essere più di tanto camaleontici, quindi sarà meglio pensare a noi quanto prima più che agli avversari.

Qualora Tony non si sentisse all'altezza del compito, ce lo faccia sapere quanto prima.

lunedì 12 ottobre 2009

Tra ambizioni, leggerezze e Bagni d'umiltà

Settimana di calma nel mondo biancoverde, SPL ferma e poco altro di rilievo nel calcio giocato.

Oddio, la settimana del sottoscritto tra trasloco e moglie all'ospedale è stata tutt'altro che calma ed ammetto che di tempo per interessarmi al Celtic ne ho avuto poco.

Nonostante ciò ho letto durante la settimana, quasi per caso, la prima pagina del Gazzettino interista (incredibile: non c'era un titolo su Mourinho...credo) ed in un trafiletto si parlava delle grandi rivalità del calcio.

E da quale rivalità era meglio cominciare?

Ovvio.

Tralasciando alcuni errori evitabili ma non marchiani (capienze degli stadi delle due squadre invertiti), l'articolo mi è parso impalpabile, stereotipato e gossipparo oltre che poco preciso.

Evidentemente aver "addestrato" i reporter ad occuparsi in maniera quasi feticista della vita e dei presunti miracoli di Mourinho non è una tattica che paga quando ci si deve occupare di qualcosa di un pò più impegnativo.

Perchè l'Old Firm non può essere trattato in poche parole, come fosse una rivalità da bar, come se non dividesse una città (e non solo) spaccata non solo durante il giorno di una fottuta partita di calcio.

Ma vabbè, non spreco ulteriori parole, presumo che la spaghettata consumata da Mourinho la sera seguente avrà nuovamente riempito le pagine del giornale, facciamola morire così anche noi.

Spendo invece qualche parola in più su quanto detto dall'uomo-castroneria Salvatore Bagni, il quale ha affermato che un talento come McGeady non può giocare in una squadra come il Celtic.

Fermo restando che a volta capita ancora di vedere giocatori vestire continuativamente la stessa casacca per motivi di cuore e che quindi il nostro eroe farebbe bene ad informarsi meglio (anche perchè tutti sanno che il Celtic ha una tradizione importante e che questa non è annoverata solo nella bacheca dei trofei vinti), credo che le sue parole rispecchino quelle di un pò tutti i conoscitori di Aiden e del Celtic.

Tutti noi sappiamo che Aideninho potrebbe ambire a guadagnare più soldi altrove, a giocare partite più prestigiose, a giocare le coppe europee senza fare solo una pallida comparsata per poi guardarsi dalla poltrona di casa le partite che contano.

Oggettivamente, qualora McGeady volesse fare una scelta professionale più che sentimentale, questa lo porterebbe lontano da Celtic Park e non mi sentirei di condannarlo per i suddetti motivi.

Per il Celtic l'unica soluzione, forse, potrebbe essere quella di spostarsi in EPL.

Più soldi, maggior competitività, maggior appettibilità sarebbero garantiti e sicuramente il Celtic tornerebbe in auge come nel passato anche a livello europeo.

Purtroppo questo passo porterebbe quasi a rinnegare una storia passata a giocare tra i campi scozzesi, sminuendo il significato delle vittorie passate.

Personalmente credo che una squadra dovrebbe giocare nel campionato della propria nazione di appartenenza, ma ragionando dico anche che:

- la Scozia fa parte dello UK e non ci sarebbe nulla di strano nel vedere una squadra scozzese in EPL;

- i titoli vinti in Scozia sono tutt'ora poco considerati, tant'è che i 2 titoli di metà anni ottanta vinti dall'Aberdeen e dal Dundee Utd vengono considerati più importanti dei 94 vinti dall'Old Firm;

- Celtic e Rangers (che ci seguirebbero in EPL ovviamente) sono tanto limitati quanto limitanti in SPL, forse una scissione farebbe bene a tutti.

Insomma, un bel rebus.

domenica 4 ottobre 2009

Rangers - Celtic 2-1

Sconfitta che brucia, come tutte le sconfitte, in particolare quelle coi Gers.

Ma quello che più mi lascia interdetto è la modalità con la quale è arrivato questo risultato negativo, in una gara condotta dal punto di vista del gioco, con Mowbray che aveva avuto il merito di mettere in campo una formazione ben assortita nonostante i molti dubbi della vigilia.

La penosa situazione difensiva ci ha condannati e purtroppo gli errori sono nei singoli e di soluzioni alternative non ce ne sono, visto che la rosa non contempla giocatori adatti anche ad un cambio di strategia, sopratutto a metà campo, dove Brown e Nguemo proprio non riescono a limitare la dabbenaggine dei nostri centrali di difesa.

Oltretutto ci si è messo un pizzico di sfortuna in determinati episodi, ma la sostanza non cambia.

DIFESA: Boruc colpevolissimo sul primo gol, ma Miller davanti a lui non doveva arrivarci.
Imbarazzante Loovens, inconcepibile McManus, il quale ricorre a mille espedienti per limitare in qualche modo il medicre Lafferty.
Sufficienti Naylor e Wilson, ma i titolari del ruolo sono di ben altra pasta.

CENTROCAMPO: mi trovo nuovamente a ripetere che il problema è concettuale, con i 2 centrali assolutamente incompatibili, sono praticamente uno la copia dell'altro, per quanto Brown sia un gradino superiore a negretto (al quale voglio un gran bene, sia ben chiaro), colpevole di essere troppo arruffone.
Per quanto riguarda le ali e McCourt mi sento di dire che troppo spesso la loro esasperata ricerca del dribbling finisce per atrofizzare la manovra.
Chiudo con delle doverose scuse per il Capitan Cina, non lo credevo adatto ad un Old Firm mente invece è stato splendido, onnipresente e sempre propositivo, aiutando tantissimo la squadra a fare gioco e guadagnandosi un rigore grazie alla sua tigna.

ATTACCO: il nervosissimo McDonald là davanti ha fatto poco, ma le esitazioni dei nostri giocolieri non l'hanno aiutato, mentre invece Samaras ha confermato di essere troppo tenero in certe occasione, cercando anche lui troppo spesso il possesso di palla con la conseguenza di non occupare lo spazio in area di rigore come avrebbe dovuto fare.
Fortunè, torna!

MOWBRAY: la formazione iniziale non era male, paga inesorabilmente il livello infimo dei centrali difesa, ma la squadra non ha giocato male.
Nota di demerito le sostituzioni, stavamo schiacciando i Rangers ma lui ha voluto sbilanciarsi troppo, concendendo così agli avversari l'opportunità di gestire palla e di arrivare al fischio finale senza troppi patemi.
Ora deve recuperare psicologicamente McManus e trovare una soluzione (che ad oggi non c'è) a centrocampo al fine di garantire alla difesa un'adeguata copertura.
Altro punto da mettere nella sua to do list concerne l'educazione tattica da impartire ai nostri giocolieri.

Ora inizieranno i processi, ma ricordiamoci che siamo ancora primi in classifica, l'imperativo è utilizzare questa sconfitta per dare una scossa all'ambiente.

venerdì 2 ottobre 2009

Questione di dimensioni

Il pareggio di ieri contro il coriaceo Rapid ha sostanzialmente sancito un sensibile ridimensionamento delle ambizioni europee degli hoops, anzi per i più pessimisti siamo già virtualmente eliminati.

Il mio pensiero è che non è il caso di fare del disfattismo abbastanza prematuro e dannoso in quanto:

- il Rapid è un avversario ostico, ha fatto fuori i Villans e battuto l'Amburgo;

- questa squadra non ha una dimensione europea.

Inutile ricordare gli anni passati nei quali si sono raggiunti gli ottavi di finale in Champions League, quella serie di risultati è arrivata grazie ad un ragguardevole numero di episodi favorevoli e grazie ad una esagerata dose di fortuna, tant'è che la scorsa stagione (priva di aiutini dalla dea bendata) siamo usciti fuori come stracci.

Paghiamo indubbiamente l'inesperienza del coach (il quale, però, giova ricordare che ha vinto una gare esterna europea dopo anni) a certi livelli, qualche episodio negativo ed una fiducia che in Europa pare essere stata smarrita.

Sinceramente credevo che in Europa si potesse fare di meglio, ma toccherà aspettare ancora un anno per vedere dei progressi.

Progressi che però arriveranno a costo che il club decida di abbandonare la politica di piccolo cabotaggio adottata negli ultimi anni.

Tale politica è stata eccessivamente premiata durante il corso Strachan, il quale ha avuto il merito di capitalizzare al meglio gli enormi episodi favorevoli avuti ed è chiaro quindi che solo attraverso queste batoste riusciremo a riemergere dal limbo nel quale siamo finiti.

La vittoria della SPL di quest'anno ci riproietterà in Champions League, dove potremo emulare le barbare figure dei Gers di quest'anno ma anche di incassare cospicui fondi da reinvestire in modo oculato sul mercato futuro, sperando che nel frattempo verrà stilato un progetto commisurato al prestigio ed alla storia del club.

martedì 29 settembre 2009

Up&Down

UP:

McCourt: un gran gol e tanti buoni spunti;

Maloney: pare essersi ritrovato, di lui c'è sempre bisogno;

Boruc: si è messo alle spalle un brutto periodo e vuoe rinnovare il contratto.

DOWN:

Caldwell: non c'è e si vede

domenica 27 settembre 2009

Mogga, la meritocrazia e gli acquari

La vittoria di ieri fa già parte del passato ed è quindi doveroso pensare alla sfida di giovedì contro il Rapid, che potrebbe rappresentare l'occasione di un rilancio europeo oppure un prematuro saluto alla seconda competizione UEFA.

Fortunatamente sono un tifoso e posso pensare un pò quello che mi pare fino a giovedì, anzi posso anche bullarmi del gol di Paddy fino all'infinito, ma non è questo il punto della situazione.

Ieri, infatti, durante la partita mi sono reso conto di quante piccole, grandi differenze esistano tra il precedente corso tecnico e l'attuale.

Non mi sbilancio in paralleli scomodi e comunque inopportuni (quantomeno per ora) ma desidero soffermarmi su alcuni aspetti molto interessanti emersi ultimamente.

In primis cito il "caso" Caldwell, ho molto apprezzato le parole di Mogga che, pur senza scatenare un inutile polemica, ha lasciato intendere che Gary se vuole un aumento deve meritarselo sul campo evitando uscite infelici sui giornali quando dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle partite da giocare.

Ieri l'infelice Caldwell è finito in panca per far posto a capitan McManus e secondo me tutta la squadra ne ha beneficiato, sul perchè ho una mia teoria:

sono un appassionato di acquari e conseguentemente dei pesci che lo popolano, capita a volte che qualche pesce si ammali e che contagi qualche simile compromettendo di conseguenza gli equilibri dell'acquario.

La soluzione, solitamente, è la cura della malattia ma anche la rimozione del povero pesce che finisce in quarantena (qualche barbaro li getta nel water, ma vabbè) fino a quando non si sarà ristabilito, permettendo ai suoi simili nel frattempo di guarire.

Ecco, secondo me l'esclusione di Caldwell dall'undici titolare ha aiutato molto gli altri giocatori, ora però è necessario recuperare il giocatore, anche perchè Loovens non è granchè e lo stesso McManus deve ancora recuperare la forma migliore e dimostrare che la brutta stagione giocata lo scorso anno è solo un ricordo.

Altro tema caldo è Paddy McCourt, autore di un gran gol ieri e di una prestazione maiuscola.

Sia ben chiaro che non bisogna credere che Paddy sarà sempre in grado di fornire prestazioni sopra la media, ma che lui possa essere utile alla causa allungando la rosa permettendo così un turnover adeguato mi pare abbastanza lapalissiano.

Nonostante ciò Paddy lo scorso anno era finito nel dimenticatoio, senza avere alcuna chance significativa di mettersi in mostra.

Mowbray in questo caso (ma non solo) ha dato sfoggio di grande meritocrazia, puntando su un giocatore che aveva mostrato segnali positivi quando chiamato in causa, mentre in passato il campo lo vedevano solo gli eletti che venivano schierati anche fuori posizione quando il titolare del ruolo era indisponibile.

Trovo questa tipologia di gestione molto positiva, in quanto tutti i componenti della rosa si sentono importanti e cercano di farsi sempre trovare pronti sapendo di avere concrete possibilità di giocare.

Forse si tratta di piccolezza, ma a volte sono proprio queste a rendere una squadra grande.

sabato 26 settembre 2009

St. Mirren - Celtic 0-2

L'avevo detto che si vinceva.

Buona prestazione della squadra in generale, abbastanza attenta in difesa e ben organizzata nella manovra.

Non abbiamo creato miliardi di occasioni, ma il pallino del gioco è sempre stato in mano nostra e mi è piaciuto il piglio autoritario con il quali abbiamo fatto capire ai volenterosi Saints quale sarebbe stato l'andamento della partita.

Dal punto di vista tattico non si sono visti cambiamenti, anche se la gara odierna è stata affrontata con lo stesso approccio vistosi nei primi match dell'anno, con le ali costantemente proiettate in attacco ed i terzini che si sovrapponevano con buona continuità.

Riassumendo:

DIFESA: poco impegnata ma attenta, McManus schierato al posto del capriccioso Caldwell ha garantito un certo equilibrio al reparto, bene i terzini in entrambe le fasi.

CENTROCAMPO: la coppia centrale pare intendersi sempre meglio garantendo una buona protezione al reparto arretrato lasciando alle ali un pò più di libertà di movimento.

ATTACCO: entrambi conivolti nel gioco, con Skippy che andava incontro al pallone lasciando a Killen il ruolo di boa.
Non una partita travolgente, ma utili alla causa.

MOWBRAY: bene sia dal punto di vista tecnico che mentale, pare aver deciso quale debba essere l'intelaiatura di gioco e sta lavorando sopra i difetti emersi, oggi pare aver sistemato almeno in parte l'eccessiva distanza tra i reparti inserendo un difensore più intelligente di Caldwell e beneficiando dell'intesa Brown - NGuemo.
Da Libro Cuore la fiducia accordata a Bounty Paddy, il quale ha seminato il panico nella difesa avversaria segnando quello che DEVE essere il gol dell'anno.

A proposito di McCourt, il suo acquisto è il migliore del mercato estivo.

Come?

Era già in rosa lo scorso anno?

E come mai non ha avuto neppure una chance?

Ah già, lo scorso anno c'era quello che faceva giocare i nomi e che non conosceva il significato della parola "turnover".

Brutti ricordi.

venerdì 25 settembre 2009

Novita?

Dovrei scrivere qualcosa, ma sinceramente di temi interessanti ce ne sono pochi.

Sì, ok, Mogga ha schierato McGeady quando stavamo vincendo a Falkirk un miliardo a zero è lui si è fatto la bua ma è stata una cazzata e stop.

Probabilmente voleva fargli fare una sgambata, ad ogni modo l'errore non si ripeterà quindi morta lì.

Domani si gioca e meno male, visto che anche in giro per il web non c'è nulla di interessante, neppure i pagliacci che idolatrano i mercenari mi fanno più ridere.

Contro chi giochiamo domani?

A Paisley?

Ok, vinciamo.

domenica 20 settembre 2009

Celtic - Hearts 2-1

Come l'Araba Fenice il Celtic risorge e rimonta gli Hearts con un gol del lasagnone Loovens quando ormai un pò tutti eravamo rassegnati ad un pareggio che ci andava stretto.

Eh già, perchè la fortuna non pareva proprio girare a nostro vantaggio, visti i 3 legni colpiti dai ragazzi durante la partita.

Non bisogna però dimenticare che, a pochi minuti dal termine, siamo stati graziati dal direttore di gara che non ha sanzionato un dubbio intervento di Hinkel su Wallace all'interno dell'area di rigore.

Indipendentemente dai singoli episodi, è stata sicuramente positiva la reazione della squadra ad un gol subito a freddo che, visto il momento, avrebbe potuto tagliarle le gambe ed avrebbe sancito l'inizio di una crisi nonostante le poche partite giocate.

Altro "più" è sicuramente la mole di gioco prodotto durante la partita, fermo restando che bisogna cercare di essere più continui, evitando di distrarsi dopo un gol segnato o subito.

Non mi è invece piaciuta la poca cattiveria vista in certi frangenti, con i giocatori che sembrava andassero avanti più con la forza della disperazione che altro, anche se comunque l'impegno non è mai mancato.

Dal punto di vista tecnico ecco il mio solito giudizio sui vari reparti:

DIFESA: non molto bene a dire il vero, Caldwell pare in ripresa (gran salvataggio sulla linea) mentre Loovens se non avesse segnato sarebbe stato la solita sciagura.
I terzini sono stati un pò più timidi del solito.

CENTROCAMPO: quando gioca McGeady la differenza è sensibile, Maloney è andato a sprazzi e pare tra quelli più bisognosi di fiducia.
I centrali hanno fatto il loro dovere, fermo restando che a volte non paiono una coppia ben assortita per svolgere al meglio la fase difensiva.

ATTACCO: si è visto qualcosa di buono, Killen mostra di meritare il ruolo di quarta punta ma ho parecchi dubbi sulla sua compatibilità con McDonald, in quanto i 2 occupano spesso gli stessi spazi intasando il cuore dell'area di rigore pestandosi di conseguenza i piedi.

MOWBRAY: ha fatto le sue scelte, giocandosela come voleva, ho ancora qualche dubbio sul suo approccio mentale alle partite, ma oggi ha superato un esame importante.

Per oggi può bastare.

venerdì 18 settembre 2009

Keep the faith

Per fortuna si gioca.

Domenica a Celtic Park andrà in scena il match contro i Jambos, davvero una ghiotta occasione per lasciarsi alle spalle la disfatta di 24 ore fa.

Sia ben chiaro, il match non sarà semplice, ma una vittoria contro gli Hearts significherebbe molto dal punto di vista morale anche per noi tifosi rispetto ad uno scontato successo contro, ad esempio, l'Hamilton (mi perdonino i tifosi delgli Accies).

Le ultime 2 brutte prestazioni della Mogga Band hanno fatto sorgere i primi mugugni da parte di tifosi e stampa, cancellando così un inizio di stagione positivo che faceva sperare a tutti noi che si trattasse dell'alba di una nuova, vincente, Celtic Minded era.

Troppo facile sparare a zero su Mowbray and co. in questo momento quindi non lo farò in quanto:

- non l'ho mai fatto neppure con Strachan quando se n'è andato;

- non l'ho fatto con alcuni giocatori quando erano in difficoltà;

- non è costruttivo;

- è estremamente stupido, come stupido è dimenticarsi del positivo avvio di stagione.

Tutti gli obiettivi stagionali sono raggiungibili quindi, keep the faith, i giocatori paiono essere dispiaciuti ed in cerca di rivincita, la rivalità con gli Hearts galvanizza l'ambiente e poi saranno presenti gli Italian Celts, ovvero gente che ha assistito ad un gol di tacco di Vennegoor.

Di questo passo, domenica segna Caldwell in rovesciata....

Onestamente, un pò tutti siamo curiosi di vedere se Mowbray è rinsavito e se la squadra ritroverà la cattiveria e la voglia di giocare bene vista all'inizio.

Parlando di Mogga, sono molto sorpreso degli errori commessi negli ultimi match, mi riferisco però alla qualità degli errori e non alla quantità.

Infatti, al suo arrivo, tutti noi sapevamo che Tony predilige (o prediligeva?) un gioco molto propositivo e rischioso e quindi era lecito chiedersi se questa baldanza tattica avrebbe avuto dei contraccolpi sopratutto in Europa (dove si trovano vecchie volpi in panchina) ed in SPL, in particolar modo per ciò che concerne la capacità di vincere giocando male.

Sono stato molto sorpreso di vedere Mowbray accantonare così presto il suo tipo di gioco, quasi che le pressioni che sicuramente riceve ne abbiano scalfito le convinzioni calcistiche.

Mi auguro con tutto il cuore che Mogga tiri fuori la sua personalità e decida di seguire le sue idee altrimenti questa stagione sarà molto poco soddisfacente.

Ma siamo ancora all'inizio, chissà che domenica sera non celebreremo insieme l'immediata rinascita del Celtic.

Come detto, keep the faith.

giovedì 17 settembre 2009

Hapoel - fantasmi del Celtic 2-1

Forse è un errore scrivere a caldo dopo una disfatta che va oltre il risultato comunque negativo, ma dato che difficilmente cambierò idea dopo una nottata di sonno scrivo ora.

VERGOGNA.

Sarebbe abbastanza e potrei chiudere qui il post, ma voglio soffermarmi su alcuni aspetti davvero inquietanti della gara odierna:

MENTALITA': forse stasera in panchina è andato Strachan, lo stesso vergognoso atteggiamento figlio del ginger si è rivisto stasera, il primo tempo è stato discreto ma la ripresa è stata inqualificabile.
Si era andati in Israele per vincere (infatti poi dopo il pareggio siamo andati tutti in avanti alla viva il parroco), abbiamo perso per la pigrizia mostrata nel secondo tempo.
E' tempo che si capisca una cosa, ovvero che non abbiamo le qualità tecniche necessarie per vincere giocando col freno a mano tirato.

MOWBRAY: ci si preoccupava che Tony avrebbe potuto essere troppo scriteriato cercando di attaccare troppo anche in Europa, beh non dobbiamo preoccuparci di questo.
Ora sono cazzi acidi, perchè per qualificarci dovremo fare almeno un'impresa esterna tenendo sempre il servizio tra le mura amiche.
Piccolo inciso: ma serve un tifoso caldo come me per capire che Caldwell non ha le qualità tecniche, mentali ed il passo giusto per giocare in mezzo?
SVEEEEGLIAAAAA

ROSA: troppo, troppo corta.
Basta un ginocchio ballerino di Fortunè, la scarsa forma di un paio di elementi e le partite a 3 giorni di distanza che il re è nudo.

DIFESA: Loovens inqualificabile, pareva inizialmente maturato, mentre invece è sempre più dannoso.
Boruc non immune da colpe, i terzini bucati sul gol, insomma un disastro.

CLUB: poche storie, devono dire chiaramente a noi tifosi quali sono i programmi per quest'anno.
La rosa non può competere su più fronti, inutile far finta di voler vincere tutto quando così facendo rischiamo di implodere e fare la fine degli unni un paio d'anni fa.

Poche cose, ma serie.

mercoledì 16 settembre 2009

Up&Down

Up:

FORTUNE': non ha giocato e si è visto;

MCDONALD: in una giornata grigia timbra il cartellino ugualmente;

MCGINN: ci prova ed a volte ci riesce.

Down:

MOWBRAY: ok le assenze, ma ci ha messo del suo, manda in campo una squadra molle e senza mordente;

CALDWELL: pare entrato in una spirale di cattive prestazioni che pare irreversibile;

LOOVENS: vederlo giocare con Caldwell è semplicemente agghiacciante;

NGUEMO: ha fatto cagare, capita;

SAMARAS: non so più che aggettivi trovare per descriverne l'abulicità;

MALONEY: serviva, ma dov'era?

domenica 13 settembre 2009

Celtic - Dundee Utd 1-1

Brutto Celtic nel pareggio casalingo contro gli Arabs, i quali si confermano una squadra ostica e ben organizzata con una mentalità sempre propositiva.

La bella prestazione degli avversari non è però sufficiente a giusitificare la scialba partita giocata dai nostri, galvanizzati solamente dagli spunti dell'esordiente McGinn e da qualche sporadica giocata individuale.

Non mi metto a fare pagelle per i singoli, visto che quasi tutti gli effettivi scesi in campo hanno giocato in modo pigro, rievocando sinistramente la pochezza vista negli ultimi anni.

Mi permetto, come faccio di solito, di fare alcune considerazioni sui singoli reparti:

DIFESA: Boruc ha fatto il suo, mentre i laterali hanno fatto meno del solito con Fox che si è visto solo sui calci piazzati, un disastro Loovens con Caldwell sempre un pò insicuro.
Poche storie, là dietro stiamo messi male.

CENTROCAMPO: mon cheri ha finalmente sbagliato una partita, Maloney impalpabile e Crosas ancora alla ricerca della migliore condizione, da salvare Brown schierato in una posizione più avanzata del solito oltre al determinato McGinn, il quale così facendo si ritaglierà spazi importanti strada facendo.

ATTACCO: Skippy si è visto solo in occasione del gol (meglio di nulla eh!), mentre Samaras è entrato a partita in corso convincendomi sempre più che è meglio rassegnarsi a vedere il suo notevole talento sprecato in malo modo.

In definitiva ieri la squadra è sembrata svogliata, se poi ci aggiungiamo la scarsa vena dei singoli credo che il pareggio sia un risultato da accogliere positivamente, fermo restando che con questo genere di partite non andremo molto lontano.

Le assenze di alcuni giocatori (anche se importanti) non possono giustificare quanto visto ieri, quest'anno a Mowbray si chiede di plasmare una squadra vera e non un'accozaglia di nomi più o meno di valore, producendo gioco anche tramite le motivazioni che chiunque indossi la hoop deve avere.

Ieri ciò non è accaduto, c'è ancora molto da lavorare.

domenica 6 settembre 2009

Tiriamo le somme

Mercato chiuso e rosa delineata.

Questa estate, con l'arrivo in panchina di Mogga, mi auguravo di vedere un certo ricambio "generazionale" con magari una predilezione per i giocatori giovani o comunque affamati.

L'impresa è riuscita ma non completamente ed ora spiego il perchè.

Intanto, ricapitoliamo chi ha spedito le proprie labbra ad un indirizzo nuovo:

Vennegoor: contratto pesante non rinnovato, è stato (tra altri e bassi) un giocatore di nome che ha contribuito ai successi degli ultimi anni, giusto secondo me lasciarlo andare;

Nakamura: come sopra;

Hartley: stagionato ma ancora utile, evidentemente Mogga voleva rinnovare la squadra, mi spiace perchè sarebbe potuto essere ancora utile anche in ambito spogliatoio;

Donati: era ora;

Balde: il vampiro d'ebano si è tolto dalle balle con il suo ingaggio spropositato (Martin, ma che cazzo ti diceva il cervello?);

Perrier Doumbè: duttile, ma gira voce che non fosse più un giocatore di calcio dopo il grave infortunio patito;

Cuthbert: anni di prestiti, ora via a titolo definitivo, non ne sentiremo la mancanza, in bocca al lupo;

O'Dea, Sheridan, Quinn, Ferry and so on: in prestito in cerca di minutaggio per dimostrare il loro valore, coraggio ragazzi!

Gli arrivi:

Zheng Zhi: a parametro zero arriva il capitano della nazionale cinese, elemento duttile che può dare una mano a patto che non sia investito di particolari responsabilità, visto nel Charlton pare essere in grado di tenere botta in SPL;

Zaluska: come portiere di riserva è perfetto e tale deve rimanere;

N'Guemo: prestito con diritto di riscatto, mon cheri si fa valere in mezzo al campo ed forse il giocatore più in forma della squadra;

Ki Sung Yong: ne parlano tutti benissimo, vedremo a gennaio;

Fortunè: investimento pesante per un giocatore che non esalta le folle ma che fornisce un contributo sempre importante per la squadra, dovesse segnare 15 gol sarebbe un acquisto eccellente;

Fox: serviva un terzino mancino ed arriva lui, giocatore giovane ed in rampa di lancio, potrebbe essere il miglior acquisto dell'anno.

La mia opinione è che si sia fatta una campagna acquisti con un occhio anche esagerato al bilancio (ed infatti in Champions non ci siamo andati, tanti soldi non entreranno nelle nostre casse), prendendo comunque giocatori pronti all'uso che hanno però margini di miglioramento in alcuni casi importanti.

Bisogna aggiungere anche i giovanissimi Spence e Thompson, acquisti figli della politica societaria improntata allo sviluppo di giovani talenti ancora in erba.

Tirando le somme, c'è stato un rinnovamento importante nella rosa, senza però cercare l'ingaggio magari rischioso di giovani ragazzi da inserire in campo nell'immediato (es: Byarsmyr o Fleccio) preferendo prendere giocatori dal potenziale inferiore ma già in grado di garantire un rendimento minimo.

Ad ogni modo tendo a promuovere il mercato svolto dal club, in quanto resistere ai vari milioni di pounds offerti per McGeady, Broonie e McDonald è un vero successo da attribuire alla dirigenza.

Chissà che non sia un importante punto di partenza.

martedì 1 settembre 2009

Up&Down

1. Artur Boruc: per una volta gioca bene a Easter Road, risultando decisivo. RINATO

2. Andreas Hinkel: ha installato un telecomando nei piedi, i suoi cross sono una meraviglia. PESCATORE

3. Danny Fox: non domina, ma fa sempre bene il suo dovere, servono sempre giocatori così. CONCRETO

DOWN:

1. Gary Caldwell: continua il periodo difficile, Riordan lo prende in giro in paio di occasioni. FRASTORNATO

2. Quello là: sì proprio lui, quello che diceva di volersene andare perchè non giocava. MAVAFFANCULO

lunedì 31 agosto 2009

Gli avversari di UEFA: Hapoel Tel Aviv

L'Hapoel Tel Aviv è una polisportiva che ha nel basket la sua punta di diamante (come da tradizione israeliana), se la memoria non mi inganna sono stati gli ultimi a spezzare il dominio incontrastato del Maccabi Tel Aviv.

Nella storia del club hanno militato giocatori del calibro di Cedric Ceballos (arrivato in forma fisica precaria) e di Virginius Praskevicius (alona lituana molto potente).

Come?

A noi interessa la parte calcistica?

Beh, su questa squadra c'è poco da dire visto che è un oggetto misterioso anche per molti addetti ai lavori.

Lo scorso anno sono arrivati secondi in classifica dietro al Maccabi Haifa e si sono dovuti sorbire 2 turni di qualificazione per guadagnarsi l'accesso alla coppa UEFA, eliminando due discrete squadre come il Goeteborg (lontano parente della squadra di buon livello vista negli anni 90) ed il Teplice, mostrando una certa solidità lontano da casa.

Dal punto di vista tecnico non conosco i giocatori, ad eccezione del portiere nigeriano Enyeama (che difende la porta della sua nazionale) e del capitano 35enne Walid Badir, del quale ho un ricordo sbiadito della sua esperienza al Wimbledon, durante la quale segnò un gol al Manchester United campione d'Europa uscente senza poi combinare nulla di rilevante.

Per il resto c'è poco da dire, la rosa è composta in prevalenza da giocatori del luogo, con un mix di giovani e veterani poco interessante.

Di rilievo invece il cammino in coppa UEFA nel 2001-2002, con eliminazioni eccellenti come Chelsea (partita che ricordo bene, quella a Stamford Bridge) e Parma per poi capitolare nei quarti di finale dinanzi al Milan, riuscendo comunque a vincere la gara casalinga per 1-0.

Ambientalmente non paiono esserci problemi in vista, lo stadio da 15.000 posti abbondanti pare essere troppo ampio per la tifoseria dell'Hapoel, un problema in meno quindi.

In linea di massima dovrebbero essere la Cenerentola del girone, ma il nome Aalborg vi dice nulla?

domenica 30 agosto 2009

Hibs - Celtic 0-1

Importanti conferme giungono da Easter Road, dove i Bhoys si impongono si misura in una partita sofferta come da tradizione.

La partita è decisa da una zuccata di Giorgione Samaras(che ha colpito anche una traversa) con un bel colpo di testa su invito di Hinkel (i cui cross precisi stanno diventando una piacevole certezza).

Formazione tipo per Mowbray, con le sole eccezioni di Nguemo in luogo di un giocatore italiano di cui non ricordo il nome (segno che non ha lasciato traccia) e di Giorgione per Fortunè.

La partita non è stata godibilissima, a tratti nervosa, ma ha messo in mostra un Celtic quadrato ed a tratti bello contro un avversario che ha provato a creare problemi come da tradizione, con un Riordan voglioso di vendetta ed autore di un paio di spunti di rilievo.

Da segnalare l'espulsione di McGeady a mezz'ora dal termine per doppia ammonizione, la seconda causata da una simulazione di sicuro evitabile: cambia registro ragazzo, queste cose non ci piacciono, a meno che tu non voglia raggiungere l'Arsenal del maestro Eduardo.

Dopo l'espulsione del nazionale irlandese la squadra di coach Mowbray ha saputo gestire bene l'inferiorità numerica, sprecando con Samaras il raddoppio e rischiando qualcosa solo in chiusura.

Menzione d'onore per Boruc, il quale forse ha già giocato le sue stagioni migliori, che ha salvato appena dopo il rosso a McGeady un possibile eurogol di Wotherspoon deviando la palla sul palo.

Complimenti anche a Mowbray, il quale ha mostrato di saper essere pratico all'occorrenza, autore di 3 cambi sicuramente particolari ma per una volta efficaci, visto che Flood, Killen e Caddis hanno dato un contributo concreto.

Il centrocampo ha aiutato molto la difesa, segno che la coppia Brown-Nguemo offre adeguate garanzia anche in fase di copertura.

Pollice verso, di nuovo, per Gary Caldwell: si è fatto umiliare un paio di volte da Riordan e l'impressione è che sia da recuperare psicologicamente mentre il suo collega di reparto Loovens per una volta non ha demeritato.

Ad ogni modo, fondamentale vittoria e unni agganciati.

sabato 29 agosto 2009

Gli avversari di coppa UEFA: il Rapid Vienna

Il Rapid Vienna partecipa all'Europa League grazie al 2° posto ottenuto nell'ultima Bundesliga austriaca, staccato di soli 4 punti dal più quotato Red Bull Salisburgo, vantando di gran lunga la miglior differenza reti del torneo.

Non utilizza un modulo specifico, a volte parte con un 4-5-1 che si trasforma in un 4-3-3, spesso però utilizza un più classico 4-4-2

Il portiere titolare è il 30enne Helge Payer, un'istituzione per il Rapid, che vanta 15 presenze in nazinale e che non ha potuto prendere parte ad Euro 2008 a causa di un virus.

La difesa è composta da difensori molto alti e potenti con i 189 cm dell neo acquisto norvegese Soma, il quale ha militato per breve tempo nel West Ham, i 192 cm dell'esperto Patocka e i 188 cm del montenegrino Jovanovic i quali solitamente si giocano le 2 maglie destinate ai difensori centrali.

Sulle fasce laterali agiscono Dober e Katzer, il primo più giovane, rapido ed in rampa di lancio, il secondo più esperto e potente.

A proteggere la linea difensiva è il veterano Heikkinen, visto un paio di stagioni con l'Aberdeen, giocatore alto ma lento, insofferente al pressing anche a causa delle lunghe leve.

Molto più rapido e proficuo invece il tedesco, capitano ed idolo dei tifosi Hoffman, scuola Bayern Monaco, che in 200 presenze con i biancoverdi ha realizzato 50 reti.

Dotato di una buona tecnica di base e di un buono spunto nello stretto è molto bravo ad inserirsi negli spazi ed il suo movimento secondo me ci darà molto fastidio.

Sulle ali l'allenatore Peter Pacult utilizza il mancino Drazan, giocatore offensivo, ed uno tra la punta Trimmel ed il giovane con caratteristiche più difensive Pehlivan, sul quale in estate c'era stato un interessamento del Napoli.

In avanti, persi i 25 gol di Hoffer partiti per Napoli, giocano il croato Jelavic e il bomber austriaco di 202 cm Maierhofer, attualmente appena rientrato da un infortunio.

Si tratta di 2 attaccanti alti e forti nel gioco aereo, abili nel tenere il possesso di palla ma scarsi se serviti negli spazi e poco adatti a pressare gli avversari.

Da segnalare che la riserva dei 2, il mobile ma non irresistibile Mario Konrad, potrebbe diventare titolare in quanto i Wolves sarebbero in procinto di acquistare Maierhofer privando di fatto il Rapid dei suoi 23 gol siglati lo scorso anno.

In soldoni, il Rapid rischia di perdere 48 degli 89 gol messi a segno nell'ultima Bundesliga.

Per chiudere, considero il Rapid Vienna un avversario ostico ma non insuperabile, visto che il solo Hoffman pare avere caratteristiche tecniche importanti e capacità di movimento in grado di metterci in difficoltà.

Attenzione però, perchè gli austriaci hanno fatto fuori l'Aston Villa durante le qualificazioni mettendo in mostra:

- un allenatore abile nel mischiare le carte e nell'adattarsi all'avversario di turno, coach Pacult ha vinto il duello contro Martin O'Neill;

- una solidità che invece gli manca in campionato;

- una forza fisica che potrebbe metterci in difficoltà.

Servirà molta prudenza, sperando che coach Mowbray non paghi eccessivamente l'inesperienza.

giovedì 27 agosto 2009

La tattica, dicevo

Se la difesa è un colabrodo bisogna fare qualcosa per proteggerla e solitamente sono i 2 centrali di centrocampo a fare filtro.

Attualmente, invece,Mowbray predilige sfruttarli per fare pressing o per costruire gioco senza affidargli specifici compiti di protezione della linea difensiva.

La ritengo una scelta molto azzardata, specialmente perchè i nostri difensori centrali non brillano per rapidità e per capacità nell'anticipare gli avversari, limitandosi ad una difesa corpo a corpo in puro British style.

Come fare ad ovviare a questo problema?

Beh, ho già detto che abbiamo un allenatore pagato proprio per questo, però credo che manchi proprio un centrocampista in grado di fare il cosiddetto "lavoro sporco", infatti i nostri centrocampisti centrali sono:

Crosas: un regista;

Donati: un altro regista, allergico ai contatti di gioco e che ad ore firmerà con il Bari, arrivederci e grazie (di nulla);

Broonie & NGuemo: 2 mastini, pressano, ma non sono educatissimi tatticamente e sarebbero sprecati lì davanti alla difesa;

Robson: ecco, lui forse potrebbe fare al caso nostro.

Credo sia stato un errore privarsi di Paul Hartley, giocatore poco incline alle giocate di fino ma assolutamente determinante nell'economia di una squadra.

Forse le statistiche di Paulie non sono da giocatore di prima fascia, ma lui è quello che ti accorcia le distanze tra i reparti, che copre i buchi dei giocatori fuori posizione e via dicendo.

Ovviamente un pò tutti pensano che con l'acquisto di difensori migliori dei nostri il problema si risolverebbe, peccato però che giocatori di buon livello come Luizao (Benfica) vengano stravalutati e che a Kerrydale Street non ci si possa permettere più del (comunque bravo) Kilgallon.

Oltretutto stanno scomparendo difensori in grado di guidare il proprio reparto, tant'è che attualmente vanno molto di moda moduli di gioco comprendenti 2 mediani a protezione della difesa, se poi risecono pure ad impostare il gioco è grasso che cola.

Per questo credo che, quando i giochi si faranno duri, vedremo Robson giocare molto spesso in mezzo assieme a Brown e finirà (infortuni permettendo) per diventare un elemento imprescindibile della squadra

mercoledì 26 agosto 2009

Guardiamo avanti

Lo sapevamo tutti, anche se il cuore ti fa sperare nel miracolo.

Certo, dei primi 3 gol segnati dai Gunners non ne esiste uno "normale", ma questo non deve sminuire la mole di gioco prodotta dagli avversari, con la nostra squadra che ci ha provato con generosità ma senza incidere minimamente.

Il gol di Donati, che spero rappresenti il suo congedo dalla hoop, è un premio all'atteggiamento propositivo ed allo straordinario attaccamento dei tifosi a questi colori.

C'è poco altro da dire sulla gara appena conclusa, specialmente quando ti ritrovi ad affrontare un avversario che ti sovrasta tatticamente, tecnicamente, fisicamente e pure esteticamente (dal punto di vista squisitamente sportivo).

Ora è tempo di guardare avanti, ci sono i trofei nazionali ed una coppa UEFA (mi rifiuto di chiamarla con quell'altra, abberrante, denominazione) da giocare puntando a fare un buon risultato ed a far acclimatare mister ed alcuni giocatori alle coppe europee.

Sono assolutamente soddisfatto, finora, della gestione Mowbray non tanto per i risultati (in linea con le attese) quanto per il modo in cui si cerca di raggiungerli, ovvero tramite un gioco propositivo, generoso, anche rischioso in puro stile Celtic.

Ma la coerenza, l'onestà intellettuale e l'imparzialità (che non mi difettano di sicuro) mi impongono una riflessione sullo stato pietoso in cui versa il reparto arretrato, con un Caldwell talmente tanto frastornato da far sembrare Loovens l'anello forte della difesa.

Penso e spero che il cambio nell'intevallo operato da Mowbray nella gara odierna, O'Dea per Caldwell, sia un modo per pungolare l'orgoglio del difensore scozzese cercando di recuperarlo al meglio per il prosieguo di una stagione ancora agli albori.

Purtroppo, però, credo che esista anche una forte componente tattica complice di tutti questi problemi e che Mowbray sia in obbligo di porvi rimedio (del resto, lo pagano per questo) ed il sottoscritto ha anche un'idea abbastanza chiara sul da farsi.

Ora però ci dormo sopra.

lunedì 24 agosto 2009

Up&Down

UP:

1. Shaun Maloney: chi ha visto sa. GENIO

2. Marc-Antoine Fortunè: gioca sempre bene, trova anche il gol, cosa fondamentale per un attaccante. GREGARIO DI LUSSO

3. Andreas Hinkel: è tornato il giocatore di qualche anno fa, ora può spingere e si candida prepotentemente ad un posto fisso in nazionale. IRADIDDIO

4. Massimo Donati: lo squallido comportamento dell'italiano non deve far dimenticare che, quantomeno in SPL, tecnicamente fa la differenza. SOLDATO MERCENARIO

DOWN:

1. Gary Caldwell: il centrocampo non lo aiuta e lui mostra tutti i suoi limiti, anche caratteriali. GENEROSO (con gli avversari).

domenica 23 agosto 2009

Celtic - St. Johnstone 5-2

Missione compiuta.

Dimenticato lo sfortunato ko europeo con l'Arsenal e smaltite le tossine che quella partita aveva lasciato nel morale degli hoops.

Ad essere sinceri, fino al primo gol del sempre positivo Fortunè, il St. Johnstone aveva causato qualche problema di troppo grazie anche alla nostra traballante difesa capitanata da un Caldwell sempre più rissoso e sempre meno efficace.

Per fortuna Maloney è in una giornata di quelle in cui gli daresti il Pallone d'Oro e regala a Fortunè un meritatissimo primo gol stagionale che sono sicuro darà fiducia all'attaccante francese, per poi siglare un inusuale (per lui) gol di testa su un cross al bacio di Hinkel, il quale pare gradire l'opportunità di spingere e sovrapporsi a destra (ricordiamo che lo scorso anno sulla sua fascia, oltre la metà campo, erano sparse varie mine antiuomo che sconsigliavano sgroppate di stampo offensivo).

Il primo tempo si chiude con un erroraccio di Caldwell che consente al trinidadense Samuel di accorciare le distanze lasciando ancora un minimo pathos sull'esito del match.

Pathos che scema pressochè subito, visto che Fortunè chiude la pratica al 55° con le successive reti di Maloney, McDonald e Morris (anche qui Caldwell non proprio immacolato) che servono solo all'archivio statistico.

Prestazione tutto sommato positiva, anche se Mowbray dovrà prendere seri provvedimenti per proteggere maggiormente il reparto arretrato, irrobustendo magari la linea mediana schierando contemporaneamente Brown e Nguemo in mezzo chiedendo ad entrambi di tenere un pò di più la posizione, anche se il loro pressing è una carta in più di questo Celtic.

Why?

We are Celtic è un blog dedicato alla squadra di calcio più affascinante e meravigliosa del pianeta, un blog semplice, senza contenuti speciali o articoli da premio Pulitzer.

La "mission" di questo spazio è dare l'opportunità a chiunque voglia (sempre che qualcuno decida di parteciparvu) di esprimere la propria opinione liberamente, senza l'obbligo di addolcire il proprio pensiero.

Può sembrare una scelta azzardata, ma credo che a volte esprimere il proprio stato d'animo sia molto più diretto ed efficace di mille, inutili, parole edulcorate.