lunedì 12 ottobre 2009

Tra ambizioni, leggerezze e Bagni d'umiltà

Settimana di calma nel mondo biancoverde, SPL ferma e poco altro di rilievo nel calcio giocato.

Oddio, la settimana del sottoscritto tra trasloco e moglie all'ospedale è stata tutt'altro che calma ed ammetto che di tempo per interessarmi al Celtic ne ho avuto poco.

Nonostante ciò ho letto durante la settimana, quasi per caso, la prima pagina del Gazzettino interista (incredibile: non c'era un titolo su Mourinho...credo) ed in un trafiletto si parlava delle grandi rivalità del calcio.

E da quale rivalità era meglio cominciare?

Ovvio.

Tralasciando alcuni errori evitabili ma non marchiani (capienze degli stadi delle due squadre invertiti), l'articolo mi è parso impalpabile, stereotipato e gossipparo oltre che poco preciso.

Evidentemente aver "addestrato" i reporter ad occuparsi in maniera quasi feticista della vita e dei presunti miracoli di Mourinho non è una tattica che paga quando ci si deve occupare di qualcosa di un pò più impegnativo.

Perchè l'Old Firm non può essere trattato in poche parole, come fosse una rivalità da bar, come se non dividesse una città (e non solo) spaccata non solo durante il giorno di una fottuta partita di calcio.

Ma vabbè, non spreco ulteriori parole, presumo che la spaghettata consumata da Mourinho la sera seguente avrà nuovamente riempito le pagine del giornale, facciamola morire così anche noi.

Spendo invece qualche parola in più su quanto detto dall'uomo-castroneria Salvatore Bagni, il quale ha affermato che un talento come McGeady non può giocare in una squadra come il Celtic.

Fermo restando che a volta capita ancora di vedere giocatori vestire continuativamente la stessa casacca per motivi di cuore e che quindi il nostro eroe farebbe bene ad informarsi meglio (anche perchè tutti sanno che il Celtic ha una tradizione importante e che questa non è annoverata solo nella bacheca dei trofei vinti), credo che le sue parole rispecchino quelle di un pò tutti i conoscitori di Aiden e del Celtic.

Tutti noi sappiamo che Aideninho potrebbe ambire a guadagnare più soldi altrove, a giocare partite più prestigiose, a giocare le coppe europee senza fare solo una pallida comparsata per poi guardarsi dalla poltrona di casa le partite che contano.

Oggettivamente, qualora McGeady volesse fare una scelta professionale più che sentimentale, questa lo porterebbe lontano da Celtic Park e non mi sentirei di condannarlo per i suddetti motivi.

Per il Celtic l'unica soluzione, forse, potrebbe essere quella di spostarsi in EPL.

Più soldi, maggior competitività, maggior appettibilità sarebbero garantiti e sicuramente il Celtic tornerebbe in auge come nel passato anche a livello europeo.

Purtroppo questo passo porterebbe quasi a rinnegare una storia passata a giocare tra i campi scozzesi, sminuendo il significato delle vittorie passate.

Personalmente credo che una squadra dovrebbe giocare nel campionato della propria nazione di appartenenza, ma ragionando dico anche che:

- la Scozia fa parte dello UK e non ci sarebbe nulla di strano nel vedere una squadra scozzese in EPL;

- i titoli vinti in Scozia sono tutt'ora poco considerati, tant'è che i 2 titoli di metà anni ottanta vinti dall'Aberdeen e dal Dundee Utd vengono considerati più importanti dei 94 vinti dall'Old Firm;

- Celtic e Rangers (che ci seguirebbero in EPL ovviamente) sono tanto limitati quanto limitanti in SPL, forse una scissione farebbe bene a tutti.

Insomma, un bel rebus.

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