venerdì 27 agosto 2010

Ammainare le vele

Non so che dire.

Specifico che non è colpa dell’immensa tristezza sportiva che mi attanaglia in questi momenti, semplicemente non trovo nulla da dire o quasi visto che tutti i problemi drammaticamente (ri)visti ieri erano già stati analizzati e sviscerati dal sottoscritto in tempi non sospetti (che poi mi devono spiegare com’è che un semplice appassionato capisce cose che un addetto ai lavori neppure nota)

Giusto pochi giorni fa, parlando con un mio amico Celt, avevo detto molto chiaramente che la gara di ritorno in terra olandese sarebbe stata difficile stante l’ottimo rendimento casalingo degli avversari, i quali contano peraltro sul sostegno di un pubblico caldissimo ed a volte sopra le righe.

Quindi per me non è stata una sorpresa questa debacle, anche perché avevo già detto che la gara di andata era stata affrontata dagli avversari in modo scriteriato ed arrogante.

Loro sono stati bravi ad imparare la lezione, noi continuiamo invece a prendere schiaffi senza cercare una soluzione, credo sia chiaro che l’anomalia è stata la vittoria dell’andata anziché la sconfitta di ieri.

Ieri sera ho ricevuto un sms dal mio amico Jimmy il quale, con molta lucidità, affermava che la nostra squadra non è sufficientemente forte per affrontare le sfide europee.

Forse è vero, ma allora perché il Braga fa fuori il Siviglia pur non disponendo di giocatori di prima fascia?

E l’Auxerre è forse più forte del milionario Zenit capolista in Russia?

La nostra squadra è male assortita ma non malvagia, eppure facciamo figure davvero magrissime, perché?

Sono ormai stanco di scagliarmi contro le strategie di un club che prende in giro i tifosi e non trovo giusto additare Lennon di chissà quali responsabilità, la sua unica colpa è quella di credersi un allenatore, mi auguro che abbia il coraggio di fare un passo indietro magari dimettendosi anche se conoscendo il personaggio troverà qualche capro espiatorio per starsene inchiodato in panchina a fare un cazzo mentre veniamo presi a sberle, infangando la storia di un club meraviglioso.

Ora me ne vado in vacanza, tra 2 settimane mi aspetto di trovare qualche inutile prestito o parametro 0 ed una squadra sempre più piatta ed abituata alle sconfitte, come un maiale che si rotola nei propri escrementi.

martedì 24 agosto 2010

Tra dubbi e speranze

La bella prestazione infrasettimanale contro l’Utrecht seguita dalla convincente affermazione domenicale contro i Saints ha di sicuro alzato il morale di squadra e tifosi.

Contro il St. Mirren ho trovato particolarmente interessante il continuo movimento degli attaccanti, aiutanti da un centrocampo finalmente abile nello sfruttare gli spazi che si aprivano e di ripiegare quando necessario.

Brown, Kayal, Forrest, Samaras e Fortunè hanno continuamente svariato su tutti i fronti offensivi con conseguente difficoltà per la difesa dei Saints nel tenere la posizione ed ho notato con piacere un certo altruismo da parte dei giocatori, cosa sicuramente molto positiva.

In crescita anche Maloney e Juarez.

La coerenza mi impone però di non lasciarmi abbagliare da un paio di prestazioni positive in considerazione degli avversari affrontati e del fatto che resto convinto sulla poca attinenza di Lennon con il ruolo di manager.

Cerco di spiegarmi meglio.

I Saints domenica non sono mai stati in grado di pungere e non hanno brillato di sicuro per organizzazione di gioco, oltretutto poi la partita si è messa bene quasi subito rendendo pertanto il percorso tutt’altro che accidentato.

L’Utrecht invece, forse ingolositosi viste le nostre precedenti partitacce, è venuto a Celtic Park con un atteggiamento arrogante e supponente che ha pagato a caro prezzo.

Dal punto di vista tattico invece, come ho già avuto modo di esporre al mio amico McBell, le soluzioni adottate da Lennon ho paura possano essere una semplice toppa, rivelatasi decisamente azzeccata per la tipologia dei giocatori impiegati.

Attenzione però, la soluzione (buonissima) trovata da Lennon va sviluppata ed affinata al meglio, visto che gli accorgimenti presi sono stati comunque elementari e gli avversari non tarderanno a prendere le contromisure bloccando le fasce ed in particolare ostacolando Fortunè, di gran lunga il giocatore più positivo in questo periodo.

Senza le sue accelerazioni il movimento di Samaras rischia di essere sterile e le possibilità di inserimento per i centrocampisti potrebbero ridursi al lumicino.

Poi, parere personale, io con un uomo d’area giocherei sempre visto che troppe volte dei bei cross di Fortunè non trovavano compagni pronti a sfruttarli, a tal proposito continuo a reputare una follia la cessione di Rasmussen (subito a segno in Germania).

Altre cose da affinare il posizionamento di alcuni centrocampisti, troppo dediti al ripiegamento fatto di sola corsa, e l’apporto dei terzini in termini di sovrapposizioni, soprattutto Cha mi pare spesso fuori posizione.

Chiudo volutamente con una nota positiva: il pelatone svedese regge bene, affiancamogli Rogne e forse la nostra difesa sarà da considerarsi di buon livello.

mercoledì 18 agosto 2010

Pessimismo e fastidio

Come da titolo, credo che sia lo stato d'animo che la maggior parte dei tifosi del Celtic stia attraversando in questo momento.

Lo fase della delusione è passata, il prossimo step sarà la rassegnazione.

La campagna acquisti che il club sta portando avanti rasenta il ridicolo, il progetto tecnico è inesistente ed anche a livello giovanile pare che le ambizioni abbiano subito una brusca frenata.

Il quadro è molto grave, ne riparleremo.

Per ciò che concerne il calcio giocato l'esordio è stato insufficiente nonostante la vittoria, arrivata grazie ad una giocata di McCourt favorita da un errato posizionamento del centrocampo avversario, poi si sono viste buone occasioni ma solo dopo che gli avversari hanno dovuto sbilanciarsi in avanti per cercare il pareggio.

Anche qui, quadro desolante.

Domani c'è l'Utrecht, squadra di tutt'altra pasta rispetto alla nostra accozzaglia di parametri zero e svendite dell'ultimo minuto.

E se qualcuno tira ancora in ballo la storia dei soldi si tappi la bocca, Braga e Young Boys sono signore squadre pur avendo meno disponibilità economiche di noi.

venerdì 13 agosto 2010

Starting up

Finally.

Finalmente si comincia.

Solitamente c’è sempre grande attesa per il debutto in campionato, per vedere i volti nuovi, per testare a che punto sono i meccanismi di squadra e via dicendo.

Onestamente invece quest’anno non vedo l’ora di tuffarmi nella SPL per dimenticare, o quantomeno avere altro di cui parlare, il fallimentare mercato che il club sta portando avanti.

Incapacità nell’acquistare ma anche nel cedere direi, visto che alcuni elementi (oltretutto di valore) sono a tutti gli effetti dei desaparecidos pur continuando a restare a libro paga.

Le cessioni di Hinkel, McGeady e Crosas sono decise da tempo, eppure questi ragazzi sono ancora in squadra, con un morale probabilmente basso e con la necessità (sacrosanta) di allenarsi e far parte della squadra fin tanto che ne faranno parte.

Le trattative di mercato troppo strombazzate destabilizzano alcuni elementi come Zaluska, il quale gioca con una spada di damocle sulla testa, fornendo prestazione non proprio lodevoli.

Per ciò che concerne il mercato in entrata invece credo sia opportuno stendere un velo pietoso, tutto ciò deriva dalla mancanza di un manager adeguato e dalla poca voglia del club di mettere mano al portafogli.

Il risultato quindi è che non è arrivato nessuno o quasi dei giocatori che ci servivano e che al momento siamo pesantemente sguarniti sulle fasce laterali, manca anche un centrocampista in grado di dettare i tempi e quantomeno un difensore centrale di livello.

Sull’attacco poco da dire, numericamente ci siamo ma il disperato tentativo di prendere in prestito Bellamy significa che non c’è fiducia nel reparto attuale.

Detto questo, rimandiamo l’analisi sul mercato al termine della sessione e concentriamoci sul Caley Thistle, ovvero una squadra abbordabilissima che non ha una rosa in grado di impensierirci.

L’unica insidia sta in panchina, sulla nostra per la precisione, visto che Lennon non riesce ad organizzare il gioco si squadra e non pare neppure in grado di leggere la partita sia prima che durante il suo svolgimento, visto che le formazioni messe in campo ad oggi si sono dimostrare inadeguate.

giovedì 5 agosto 2010

Celtic - Braga 2-1

Mi riesce difficile valutare la squadra in una partita che nasceva pesantemente condizionata dal risultato maturato 7 giorni prima e che pesava come un macigno.

Certo, mi aspettavo un piglio un po’ più coraggioso e consono ad una gara senza domani ma probabilmente in questo momento siamo ancora in ritardo di preparazione, un cantiere aperto e direi soprattutto molto confusi.

Tale confusione credo sia principalmente nella testa di Lennon, il quale non pare avere le idee chiare su come vuole far giocare la squadra, con troppi giocatori inseriti per le loro capacità ma senza un piano tattico ben definito che possa esaltarne i pregi e mascherarne i difetti.

Faccio qualche valutazione per singolo reparto.

DIFESA: male, spesso fuori posizione i terzini mentre i centrali vengono sempre saltati come birilli lasciandoci così in inferiorità numerica, nel calcio moderno è fondamentale evitarlo.

Imbarazzante ed inaccettabile che anche a difesa schierata gli avversari riescano a trovare varchi senza faticare eccessivamente, qui le colpe sono principalmente dei giocatori, ma l’allenatore dovrebbe cercare di sopperire con il lavoro giornaliero a tali lacune.

CENTROCAMPO: inesistente direi, Juarez si sbatte ma corre a vuoto (ma non è colpa sua), Brown e Ledley non riescono proprio a trovare la posizione mentre Maloney è purtroppo l’ombra del giocatore ammirato fino a poco tempo fa, anche lui oltretutto fatica a capire cosa dovrebbe fare.

ATTACCO: Samaras è il solito e non spendo altre parole, Hooper non è un fenomeno ma sa il fatto suo, serve però che la squadra lo supporti altrimenti è davvero inutile, vive nell’area di rigore.

Meglio con l’ingresso di Fortunè, messo sulla destra con Samaras a sinistra e Hooper al centro.

Proprio questo tridente ha mostrato una differenza abissale tra Marcantonio e Giorgione, con il primo bravo ad attaccare i pochi spazi disponibili cercando il fondo mentre il secondo, al solito, si accentrava palla al piede senza combinare nulla.

In sintesi è da codice penale lasciar fuori Fortunè vista la fatica a costruire gioco anche se ovviamente sarebbe troppo facile credere che un solo giocatore possa cambiare le sorti di un’intera squadra.

Il quadro che ne esce fuori è quindi piuttosto sconfortante, con un allenatore che poi tanto allenatore non è, con dei giocatori dal pedigree tutt’altro che nobile ed in generale una squadra che sembra male assortita.

I soldi non abbondano, ma il Braga non mi risulta sia ricco, eppure sono una vera squadra quindi prendiamo quantomeno esempio da loro e cerchiamo, prima che sia troppo tardi, di rimediare acquistando chi serve ma soprattutto costruendo una squadra degna del nostro blasone.