Ok la vittoria, ma siamo una squadra ancora in convalescenza e c'è poco da dire.
Ah sì, i rangers fanno cagare ed è da vergognarsi a non essergli davanti.
Preferisco parlare di alcune riflessioni che ho in mente da qualche giorno, riaffiorate durante una bella chiaccherata col Jimmy Glesga, cervello pensante in mezzo a torture cerebrali arrivate dalla Guinea Francese.
Secondo me Mowbray deve prendere ad esempio la mentalità di Leonardo de Araujo de la madonna incrusada.
Il buon Leo voleva una squadra in un certo modo, ma per diverse cause (che non vado a sviscerare, questo è un blog sul Celtic) si è trovato con una squadra inadatta al suo gioco.
Cosa ha fatto lui per migliorare le cose?
Semplice, ha accettato la squadra ed i suoi limiti ed ha deciso di sfruttarne al meglio le potenzialità, correndo i rischi del caso.
Fino ad ora la sua scelta è stata premiata dai risultati, poi chissà ma ciò che conta è lo spirito con cui il brasiliano si è messo in discussione e l'umiltà delle sue scelte.
La differenza è qui, Mowbray ha paura e questa paura lo fa arretrare nei suoi ideali, coi risultati che si sono visti.
Altra considerazione che mi frullava per la testa riguardava l'assenza del club nelle problematiche della squadra e la mancanza di un progetto su cui costruire un futuro migliore.
Comprare giovani sconosciuti dalla minors non porterà ad un cazzo, con buona pace di chi vorrebbe rivedere il Celtic ad alti livelli.
La verità è che la sentenza Bosman ha condannato le nazioni meno ricche ad essere ghettizzate restando ai margini dell'Europa che conta (cosa acuita dei diritti tv e dalla nascita della Champions Leauge a scapito della cara, vecchia, Coppa dei Campioni).
Chi ha la mia età o qualche anno in più non può non ricordare lo Steaua Bucarest, il Malines, l'Anderlecht, il Legia Varsavia, il Grasshopper, la Stella Rossa ed il Partizan, ovvero squadre che prima della famigerata sentenza rappresentavano una minaccia magari non costante ma comunque da non sottovalutare per le sqaudre più blasonate, figli di una scuola calcistica che poteva aiutarli come metterli in crisi.
I tempi sono cambiati, il livello del calcio si è forse alzato, lo spettacolo magari è dimimuito ma di spazio per il romanticismo non ce n'è davvero più.
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